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Vertice Ue, Kurz: «C’è ancora molta strada da fare»

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slitta il via ai negoziati

Molti i nodi ancora da sciogliere, tra cui l’ammontare dei finanziamenti e la ripartizione tra sussidi e prestiti dei fondi che dovrebbero essere stanziati per il Recovery Fund

di Nicoletta Cottone e Andrea Gagliardi

Vertice UE, Conte: “Con premier Olanda scontro durissimo”

Molti i nodi ancora da sciogliere, tra cui l’ammontare dei finanziamenti e la ripartizione tra sussidi e prestiti dei fondi che dovrebbero essere stanziati per il Recovery Fund

4′ di lettura

Sulla base di una proposta finlandese per trovare un’intesa, i Frugali (Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e ora con l’aggiunta della Finlandia) hanno messo sul tavolo un’offerta finale di 350 miliardi di sovvenzioni per il Recovery Fund, da raddoppiare con un pari ammontare di prestiti. Posto che la questione della governance e dei rebate venga risolta. Si apprende da più fonti diplomatiche europee. «L’obiettivo principale della Finlandia è quello di contenere la quota di sovvenzioni. Se entro questo fine settimana non sarà possibile raggiungere un accordo, credo che i negoziati andranno avanti fino a lunedì» ha detto la premier finlandese Sanna Marin a margine del vertice Ue in un’intervista alla tv finlandese Yle. Comunque, viene fatto rilevare, l’intesa dovrà contenere la componente sulla governance, una riduzione del volume del Bilancio Ue ed un nuovo incremento dei ‘rebate’, cioè i rimborsi (meccanismo correttivo della contribuzione al Bilancio). Nel terzo giorno del Consiglio europeo proseguono i bilaterali sul quadro finanziario pluriennale ed il Recovery Fund. La ripresa dei lavori della plenaria al vertice europeo è slittata alle 19, con una cena di lavoro.

Kurz: c’è ancora molta strada da fare

«Ci siamo mossi nella giusta direzione, ma c’è ancora molta strada da fare domani» ha scritto nella notte su Twitter il cancelliere austriaco Sebastian Kurz dopo la seconda giornata di negoziati tra i leader Ue sul Recovery Fund e il bilancio per il 2021-2027. Con una serie di incontri a geometria variabile tra i leader sotto la regia di Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno preso il via a Bruxelles i lavori della maratona negoziale che vede il vertice Ue impegnato da tre giorni nella ricerca di un accordo sul piano di rilancio da 750 miliardi e il bilancio 2021-2027. .

Conte: l’Europa è sotto ricatto dei frugali

«L’Europa è sotto ricatto dei Paesi frugali», aveva detto il premier Giuseppe Conte al termine della seconda giornata di lavori del Consiglio europeo sul Recovery fund. Su Twitter, pubblicando una foto che lo ritrae con Merkel, Macron, Sanchez e Von Der Leyen, il premier italiano ha scritto: «Continua il negoziato. Da una parte la stragrande maggioranza dei Paesi – compresi i più grandi Germania, Francia, Spagna, Italia – che difendono le istituzioni europee e il progetto europeo e dall’altra pochi Paesi, detti “frugali”».

Merkel: oggi giornata decisiva al vertice

«Oggi stiamo entrando nel terzo giorno di negoziati ed è sicuramente quello decisivo» per avere un esito, ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, arrivando al Consiglio europeo sul Recovery Fund e il bilancio Ue. «Finora abbiamo lavorato nel modo corretto su vari temi – ha sottolineato – tra cui le dimensioni del fondo, il tipo di gestione e anche il nodo dello stato di diritto».

Orban attacca Rutte: «È responsabile del caos»

«Alcuni guidati dall’olandese vorrebbero creare un nuovo meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto. Se l’intesa non si fa è a causa del leader olandese» Mark Rutte «non a causa mia. É lui che ha iniziato questa faccenda. L’olandese è il vero responsabile per tutto il caos di ieri» al vertice Ue, ha detto premier ungherese Viktor Orban, in una conferenza stampa, a Bruxelles, ricordando anche il match Olanda-Italia sull’equilibrio tra sovvenzioni e prestiti del Recovery Fund. «Sappiamo tutti che la situazione economica è drammatica. C’è grandissima preoccupazione per il futuro, e stiamo negoziando» sul Bilancio Ue 2021-2027 e il Recovery Fund «sotto la pressione che l’intesa sia un ‘must’», ha aggiunto il premier ungherese. «Quando abbiamo iniziato il vertice le questioni aperte erano diverse dozzine, ma ora ne sono rimaste solo quattro. E penso che ci siano buone possibilità di raggiungere un accordo», ha aggiunto.

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