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Trattativa governo-regioni: per bar, ristoranti e parrucchieri possibili aperture anticipate



negoziato in corso

Le regioni sono in pressing sul governo per ipotizzare un calendario anticipato di riaperture dei negozi. E il «negoziato» è a buon punto. Sempre che la curva epidemiologica non torni ad essere preoccupante

di Andrea Gagliardi

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2′ di lettura

Digeriti i malumori per le regole univoche su tutto il territorio nazionale stabilite dall’ultimo Dpcm sul varo della Fase 2 a partire dal 4 maggio, le regioni sono in pressing sul governo per ipotizzare un calendario anticipato di riaperture dei negozi. Fermo restando il contenimento dei contagi. In base al piano illustrato dal premier Conte, i negozi al dettaglio dovrebbero rialzare la saracinesca il 18 maggio. E solo il 1° giugno dovrebbero farlo parrucchieri, centri estetici, nonché bar e ristoranti per il servizio al tavolo (quello da asporto è già consentito). Ma il canale è aperto. E la trattativa è a buon punto per accelerare.

Conte: non ignoro Regioni, se possibile anticipiamo
«Fino al 17 maggio saranno in vigore le misure contenute nell’ultimo Dpcm. Le Regioni ogni giorno ci forniranno i dati aggiornati. Non ignoro le richieste di alcune Regioni e di alcune particolari categorie di anticipare l’apertura delle rispettive attività. Siamo al lavoro anche per questo, avendo sempre come prioritario l’interesse generale della tutela della salute di tutti i cittadini» ha detto il premier Conte in un’intervista a Affaritaliani.it. Una dichiarazione che si lega a doppio filo con la posizione del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che nei giorni scorsi aveva dato ampia disponibilità ad aperture differenziate nelle diverse aree del Paese, dal 18 maggio in poi.

Bonaccini: se tutto come previsto anticipo riaperture
Che la trattativa sia a buon punto lo lascia intendere Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni: «Se tutto andrà come ci auguriamo quei tempi previsti, ad esempio il primo di giugno per bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, potranno essere anticipati» ha detto Bonaccini, al Tgr Rai, precisando che la riapertura «deve andare di pari passo con una curva epidemiologica che non torni ad essere preoccupante».

Zaia: con governo lavoriamo su ipotesi anticipo
Anche sulla riaperture dei negozi al dettaglio il 18 maggio ci potrebbe essere qualche novità. «Stiamo lavorando con il governo sull’ipotesi di poter avere un anticipo sulle riaperture rispetto alla data del 18 maggio» ha annunciato il presidente del Veneto Luca Zaia. «Potrebbe essere l’occasione – ha proseguito – di dare competenze in maniera differenziata alle Regioni sui propri territori. Se siamo responsabili della salute dei cittadini, è altrettanto vero che il presidente di una Regione possa decidere
se aprire.

Le accelerazioni di Calabria e Sardegna
Del resto c’è già chi ha già giocato d’anticipo. Dal 30 aprile in Calabria è «consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto». È quanto previsto da un’ordinanza per la fase 2 firmata dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli. Ordinanza impugnata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. In Sardegna, invece, dall’11 maggio, poi, potranno riaprire anche parrucchieri e negozi di abbigliamento.

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