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Trasporto pubblico: 20mila bus e 31mila conducenti in più, cosa serve per garantire la distanza a bordo



le stime dell’asstra

In attesa del confronto tra Governo e Regioni per chiudere la partita, l’associazione di settore fissa il fabbisogno. Il presidente Gibelli: «Con le regoli attuali abbiamo saturato la capacità di carico»

di Celestina Dominelli

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In attesa del confronto tra Governo e Regioni per chiudere la partita, l’associazione di settore fissa il fabbisogno. Il presidente Gibelli: «Con le regoli attuali abbiamo saturato la capacità di carico»

3′ di lettura

Per tornare a soddisfare la domanda di mobilità dell’era pre-Covid (l’85%), sarebbe necessario mettere su strada circa 20mila autobus e 31mila conducenti in più, vale a dire una spesa pari a 1,6 miliardi, per rispettare il distanziamento di un metro. Un «fabbisogno insostenibile» sia sotto il profilo economico che tecnico, scrive l’Asstra (l’Associazione del trasporto pubblico locale) che, in documento appena sfornato, fornisce una serie di stime, proprio mentre il governo cerca la quadra sul trasporto pubblico locale che, con la ripresa della scuola in programma il 14 settembre, sarà inevitabilmente sottoposto a una fortissima pressione dal punto di vista della domanda.

Il 31 agosto nuovo round Governo-Regioni: verso la capienza all’80%

Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, in una intervista rilasciata nelle ultime ore, ha assicurato che la soluzione per il trasporto degli studendi «è a portata di mano». Lunedì 31 agosto, il governo riceverà le osservazioni delle Regioni e, con molta probabilità, come ha ribadito anche la titolare del dicastero di Porta Pia, si partirà da una capienza dell’80%.

Una scelta diversa da quella battuta da altri Paesi, a cominciare da Francia e Germania (dove peraltro la curva dei contagi sta aumentando esponenzialmente), con autobus urbani ed extraurbani utilizzati al massimo della loro capienza.

Gibelli (Asstra): con le regole attuali saturata la capacità di carico

In Italia, invece, l’asticella si fermerà più in basso con inevitabili ripercussioni sulla capacità del sistema di reggere l’urto della ripresa scolastica che scatterà nelle prossime settimane, come ha rilevato anche il presidente dell’Asstra Andrea Gibelli, interpellato dall’agenzia Ansa. «Con le regole attuali abbiamo ora saturato la capacità di carico. Immaginate il danno, di reputazione e per il disservizio fatto, che ci sarà se bisogna chiudere una stazione di una metro o se l’autobus passa ma per le regole di riempimento salta una fermata. La gente si arrabbierà».

Le soluzioni suggerite dall’associazione

E allora come si può risolvere il nodo in tempi compatibili con il riavvio della scuola? Nel suo documento, l’Asstra indica alcune strade all’esecutivo alle prese con il rebus Tpl. La prima va nella direzione che sta prendendo quota in queste ore, vale a dire la possibilità di alzare l’asticella garantendo alcune condizioni, come già accade per esempio per altri mezzi di trasporto.

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