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Trasporto locale, il 30% delle aziende non ha ancora attivato i rimborsi Covid-19


record tariffe a perugia e alessandria

L’osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva sul trasporto pubblico locale rileva rincari in media del 22% sugli abbonamenti negli ultimi quindici anni

di Michela Finizio

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(ANSA)

L’osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva sul trasporto pubblico locale rileva rincari in media del 22% sugli abbonamenti negli ultimi quindici anni

3′ di lettura

Ben il 30% dei gestori del servizio di trasporto pubblico locale nei 110 capoluoghi di provincia non ha ancora attivato la procedura per i rimborsi Covid. Fra questi, la gran parte dei gestori nelle province calabresi, siciliane, sarde ed anche a Sondrio, Frosinone e Viterbo. Inoltre, la domanda di rimborso, nelle città ove è attivata la procedura, può essere presentata con scadenza varia (dal 31 luglio al 31 dicembre), e in un 6,4% dei casi non è previsto nessun termine per fare richiesta.

A rilevarlo è l’indagine di Cittadinanzattiva contenuta nell’osservatorio Prezzi e Tariffe 2020 sul trasporto pubblico locale, sebbene l’articolo 215 del decreto Rilancio (DL 34/2020) – convertito in legge 77 del 17 luglio 2020 – abbia previsto misure per “risarcire”, tramite estensione dell’abbonamento o voucher, i pendolari che nel periodo di lockdown non hanno utilizzato gli abbonamenti del trasporto pubblico locale.

L’osservatorio sui prezzi: tariffe recorda a Perugia e Alessandria

L’indagine ha interessato le tariffe per il trasporto pubblico locale urbano applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2020 (e confrontate con quelle applicate nel 2005, primo anno di indagine), e ha preso come riferimento i seguenti titoli di viaggio: il biglietto ordinario a tempo, l’abbonamento mensile ordinario personale e l’abbonamento annuale ordinario personale. Nel 2020 l’abbonamento ordinario mensile in Italia costa in media 33 euro (+22,2% rispetto al 2005). A spendere di più sono gli umbri con 47,50 euro al mese (+30% rispetto al 2005), a spendere meno sono i molisani con 25,13 euro mensili e nessuna variazione rispetto al 2005. L’incremento più elevato negli ultimi 15 anni si registra in Calabria (+82,2%), a seguire la Sardegna con +50,7 per cento.

La spesa media per l’abbonamento annuale è invece di 297 euro (+18,8% rispetto al 2005); la tariffa più elevata si registra in Liguria (374€, +37% vs 2005), quella più bassa in Campania (201€, -3,4%). Fra i capoluoghi di provincia al vertice della top ten dei più cari troviamo Perugia con 55 euro per l’abbonamento mensile e Alessandria con 473 euro per quello annuale; i più economici sono invece Andria per l’abbonamento mensile (17,50 euro) e Vercelli per quello annuale (150 euro).

«Il quadro evidenziato dal nostro dossier è quello di un settore che deve essere rilanciato con forza, a partire dalla qualità del servizio, intesa anche e principalmente in termini di tutele e garanzie di partecipazione civica, purtroppo ancora troppo poche», dichiara Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. «Tra l’altro, l’attuale situazione sanitaria impone un ripensamento nell’organizzazione del servizio, e ciò potrebbe rappresentare una grande occasione di rilancio».

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