in

Trasporti, ecco come si viaggerà sui mezzi pubblici: le nuove linee guida

Le indicazioni del Mit per evitare il contagio da coronavirus su bus, metropolitana e tram. Prevista una capienza massima dell’80% che potrà essere aumentata solo in presenza di separatori rimovibili. Necessari anche dispenser per l’igienizzazione delle mani, sanificazioni e un corretto ricambio d’aria. Resta l’obbligo della mascherina

1/15

©Fotogramma

Capienza massima all’80%, dispenser per l’igienizzazione delle mani, sanificazioni e ricambio d’aria. Sono queste le principali linee guida per il trasporto pubblico locale approvate in conferenza unificata alla presenza della ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il ministro per gli Affari Regionali. Ecco quali sono le indicazioni per provare a evitare i contagi da coronavirus

Coronavirus, gli aggiornamenti live del 2 settembre

2/15

©Ansa

A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato è consentito un coefficiente di riempimento non superiore all’80 %, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti

Coronavirus, i focolai in Italia

3/15

©Fotogramma

“Tale coefficiente di riempimento – si legge in una nota del Mit – è consentito anche in relazione al ricambio dell’aria interna dei veicoli di superficie e dei treni metropolitani. Infatti la maggior parte degli impianti di climatizzazione consente una percentuale di aria prelevata dall’esterno e un ricambio ad ogni apertura delle porte in fermata”

Coronavirus, l’accordo sul trasporto pubblico locale

Leggi tutto

What do you think?

193 points
Upvote Downvote

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Coronavirus, ultime notizie. In Italia balzo dei contagi: 1.326 nuovi casi e 6 decessi. Nuovo record di tamponi

Covid, «positivi con sintomi evidenti». La Sardegna però non li ha fermati thumbnail

Covid, «positivi con sintomi evidenti». La Sardegna però non li ha fermati