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Strage di Ustica, Mattarella: i Paesi alleati collaborino alla verità


1980-2020

Il presidente del Senato Casellati: «L’Italia intera reclama chiarezza». Il presidente della Camera Fico: «Serve una risposta alle rogatorie internazionali»

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Esperti al lavoro sui resti del velivolo Dc-9 conservati al Museo per la menmoria di Ustica a Bologna

Il presidente del Senato Casellati: «L’Italia intera reclama chiarezza». Il presidente della Camera Fico: «Serve una risposta alle rogatorie internazionali»

2′ di lettura

«Non può e non deve cessare l’impegno a cercare quel che ancora non appare definito nelle vicende di quella sera drammatica. Trovare risposte risolutive, giungere a una loro ricostruzione piena e univoca richiede l’impegno delle istituzioni e l’aperta collaborazione di Paesi alleati con i quali condividiamo comuni valori. Il dovere della ricerca della verità è fondamentale per la Repubblica». Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel quarantesimo anniversario della strage di Ustica. Era infatti il 27 giugno 1980, quando alle 20,59 il DC-9 IH870 della compagnia Itavia scomparve dai radar: l’aereo si trovava a metà strada tra Ponza e Ustica. Nessuno dei 77 passeggeri e dei 4 membri dell’equipaggio sopravviverà al disastro.

Per il Presidente del Senato Elisabetta Casellati «a 40 anni dalla strage che provocò 81 vittime innocenti, Ustica merita giustizia. Avevo fortemente voluto una riunione del Consiglio di Presidenza per la desecretazione degli atti ma purtroppo, nonostante la mia buona volontà, non si è raggiunto un accordo. Mi auguro si arrivi presto ad una definizione necessaria ad accertare i fatti e contribuire a fare quella chiarezza che l’Italia intera reclama».

La terza carica dello Stato, il presidente della Camera Roberto Fico, presente alla cerimonia di Bologna, parla di Ustica come di «una ferita immensa per tutto il nostro Paese. Ustica, come ho sempre ricordato, deve essere una questione di Stato e tutto lo Stato deve sentire il senso profondo di questa ferita. Noi siamo un Paese grande, una Repubblica forte, ma su questa vicenda dobbiamo fare tutti molto di più». L’esponente del Movimento 5 Stelle, presente alla cerimonia a Bologna, ha sottolineato: «Io come sapete non mi fermerò mai, perché questa non è una ricerca della verità che può appartenere ad una parte del Paese, è una questione di Stato e come tale va trattata. Sappiamo tutti ormai che quella notte sui cieli italiani c’è stata una vera e propria guerra e il Dc9 è caduto, con 81 vittime, e questo è inaccettabile. Se non fosse stato per i familiari delle vittime e per il giornalismo italiano oggi forse ci staremo raccontando un’altra storia, una storia impossibile da raccontare del danno del cedimento strutturale dell’aereo».

Durante la cerimonia a Bologna la presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, ha sollecitato il Guardasigilli Alfonso Bonafede (anche lui un di M5S come Fico) su un punto in particolare: «È ancora aperta una indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma, a questi giudici deve essere fornito ogni tipo di documentazione. Crediamo a un ruolo determinante del ministero della Giustizia per la gestione delle rogatorie internazionali e per questo chiediamo al ministro Bonafede sforzi ulteriori, mentre gli riconosciamo l’impegno preso per la digitalizzazione di tutti gli atti relativi alla vicenda di Ustica».

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