in

Scuola, slittano le regole del Cts su quarantena e chiusure. Ricciardi: «Se aumentano i contagi a rischio elezioni e riapertura scuole»



L’incognita dei banchi monoposto

L’altro punto forte della ripartenza nel rispetto delle norme sul distanziamento è affidato ai banchi monoposto. In giornata è stata convocata dal ministero dell’Istruzione una riunione con il commissario straordinario Domenico Arcuri, Anci, Upi e sindacati su criteri e priorità per la distribuzione dei banchi tra le diverse regioni. Arcuri ha ribadito in più occasioni, per rassicurare i presidi, che verranno consegnati, a seconda del fabbisogno, a partire da settembre ed entro ottobre (sono previste sanzioni per quelle tra le 11 imprese vincitrici del bando che dovessero sforare i tempi di consegna alle scuole). Nello specifico comincerà l’8 settembre la distribuzione dei primi banchi monoposto. I primi banchi andranno laddove c’è un margine di rischiomaggiore, ha spiegato agli enti locali e ai sindacati il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, sebbene le richieste maggiori di banchi e sedute (fino a 8 volte di più) siano arrivate da Campania e Sicilia, territori in cui il Covid ha avuto finora una più bassa incidenza rispetto al nord o all’Emilia Romagna

Ipotesi test rapidi a scuola

Il Comitato ha esaminato anche il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’Inail che stabilisce come andranno affrontati i casi di contagi a scuola, «che sicuramente ci saranno – ha detto Miozzo – dal momento che abbiamo otto milioni di studenti e due milioni di persone che lavorano nella scuola». Un documento che va incontro anche alla richiesta dei presidi di rivedere la responsabilità penale che allo stato potrebbe ricadere su di loro. Sul punto il Cts ha evidenziato che le « preoccupazioni dei dirigenti scolastici per eventuali responsabilità non hanno motivo di esistere in base a quanto previsto dalla Legge 40 del 5 giugno 2020». Sono previsti tra l’altro un’aula per l’isolamento e un referente Covid. La temperatura sarà misurata a casa. Niente termoscanner a scuola. In caso di studenti, in classe, con sintomi riconducibili al coronavirus, si provvederà, quanto prima, «al ritorno al proprio domicilio» e ad attivare i necessari protocolli sanitari per la sicurezza di tutti (non si escludono test rapidi per verificare la presenza del contagio e far scattare immediatamente le misure sanitarie). Accertata la positività, classe e docenti saranno messi in quarantena per 14 giorni dal giorno dell’ultimo contatto con l’alunno (si attiverà la didattica a distanza). Si lavora a un attivo coinvolgimento sia dei pediatri di libera scelta che dei medici di medicina generale, i quali saranno chiamati assieme ai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl a «garantire ottimale supporto alle scuole e gestione, secondo le normative vigenti, dei soggetti infettati da SARS-CoV-2 e dei loro contatti».

Verso chiusure «chirurgiche»

L’ipotesi principale è che, in caso di contagi, si andrà incontro a chiusure “elastiche” e temporanee, come ha lasciato intendere ieri il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri. Ma non si esclude una soluzione più estrema, vale a dire la chiusura dell’intero istituto. Che scatterebbe però solo in caso di cluster esteso, che interessa più classi, quando cioè si è in presenza di un vero e proprio focolaio.L’alunno, o gli alunni, che hanno contratto il Covid-19 potranno tornare a scuola solo dopo la guarigione ovvero, a oggi, dopo due tamponi negativi a distanza di 24 ore. «Se si dovesse verificare un caso non vorrà dire chiudere le scuole, vorrà dire esaminare il contesto di volta in volta e, se necessario, mettere in quarantena una classe o l’intera scuola: questo sarà discusso di volta in volta con le autorità sanitarie locali» ha anticipato il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), Agostino Miozzo.

Lo slittamento delle linee guida sulla sicurezza

Ad ogni modo devono ancora essere resi pubblici i documenti ufficiali che permetteranno ai dirigenti scolastici e ai rappresentanti per l’emergenza COVID-19 da loro nominati «di gestire nella maniera più efficace l’eventuale identificazione di soggetti, siano essi studenti o personale scolastico, che risultino essere contagiati». Uno slittamento dovuto alla tensione tra governo ed esperti sull’obbligo di quarantena nel caso di contagi. Per il Cts la quarantena per la classe sembra inevitabile quando il contagiato è un alunno. Nell’esecutivo non tutti però sono d’accordo. Il Pd vorrebbe che invece di lasciare tutti a casa si facessero i tamponi rapidi – come quelli che si stanno effettuando negli aeroporti – in modo da ridurre al minimo le chiusure e la permanenza a casa degli studenti.

Trasporti insufficienti

Sul fronte trasporti, le Regioni sono preoccupate per il fatto che le regole in vigore col dimezzamento della capienza rendano a loro dire impossibile assicurare un servizio efficace in coincidenza con l’apertura dell’anno scolastico. Al momento l’unica deroga al distanziamento è ammessa per i percorsi inferiori ai 15 minuti. Ciò significa che solo sotto di tale soglia i mezzi possono viaggiare a pieno carico. Ma Regioni ed enti locali hanno evidenziato che così rischiano di mancare all’appello il 50% dei mezzi. Di qui la messa a punto di un documento che sarà sottoposto al Cts dove sono previste una serie di novità come l’installazione di parafiati laterali tra le sedute sui treni regionali e sugli autobus extraurbani o di divisori leggeri in stoffa o altro materiale, per permettere una deroga ai limiti del 50% di persone a bordo. Da lunedì partirà un tavolo tecnico Istruzione-Trasporti-Cts-Anci-Upi-Regioni per cercare di trovare una mediazione, garantendo comunque massima sicurezza.

Escorte galati

Rizolvere problemini di eiaculazione

What do you think?

193 points
Upvote Downvote

Written by admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dal centro di Asiago alle spiagge di Sorrento, ecco dove la mascherina è obbligatoria sempre

Niente più congedi, solo smart working per gestire la quarantena dei figli in caso di contagi a scuola