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Scuola, rischio cattedre di ruolo vuote e boom di supplenti



ritorno in aula

Il governo ha autorizzato il ministero dell’Istruzione ad assumere a tempo indeterminato 85mila docenti. Ma come è successo già l’anno scorso, sarebbe rimasta vuota una buona parte delle cattedre, che dovranno essere perciò coperte da docenti precari. Non solo. Centinaia gli insegnanti avrebbero già chiesto di non tornare in cattedra in quanto «lavoratori fragili» più esposti al contagio

di Andrea Gagliardi

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Il governo ha autorizzato il ministero dell’Istruzione ad assumere a tempo indeterminato 85mila docenti. Ma come è successo già l’anno scorso, sarebbe rimasta vuota una buona parte delle cattedre, che dovranno essere perciò coperte da docenti precari. Non solo. Centinaia gli insegnanti avrebbero già chiesto di non tornare in cattedra in quanto «lavoratori fragili» più esposti al contagio

3′ di lettura

Le nuvole che si addensano sulla ripresa dell’anno scolastico sembrano non finire mai. Non c’è solo il problema della gestione degli eventuali contagi, l’incognita della consegna dei banchi monoposto nei tempi previsti e della carenza delle aule a cui fare fronte. Ora si aggiunge anche il problema del rischio cattedre di ruolo vuote e di un’impennata di supplenti. Il governo ha infatti autorizzato il ministero dell’Istruzione ad assumere 85mila prof a tempo indeterminato.

Ma, come è successo già l’anno scorso, è rimasta vuota una buona parte delle cattedre, che dovranno essere perciò coperte da un supplente. Le nomine in ruolo dei docenti, infatti, per legge, devono avvenire per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento e per il restante 50% dalle graduatorie concorsuali (in primis, concorsi 2016, 2018). Essendo slittato in autunno il nuovo concorso annunciato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina (con i docenti vincitori che entreranno in ruolo non prima del prossimo anno scolastico), ed essendo ormai vuote da anni, specie al Nord, le Gae, è evidente che molte delle 84mila cattedre a disposizione non saranno coperte da un docente stabile. Lo scorso anno «su 42 mila posti a tempo indeterminato furono immessi in ruolo circa 20mila docenti» ricorda Rino Di Meglio, coordinatore nazionale Gilda insegnanti.

Circa 170mila posti vacanti

«Se si aggiungono a quelli dell’anno scorso quelli dovuti ai pensionamenti di quest’anno, abbiamo stimato circa 170-180 posti vacanti. È chiaro che non basteranno a coprirli i docenti assunti a tempo indeterminato». E neppure i circa 50 supplenti che saranno contrattualizzati insieme a circa 20 addetti Ata in base al decreto firmato dalla ministra Azziolina per far fronte all’emergenza sul fronte del personale scolastico. «Sarà anche questo un anno all’insegna dei docenti precari, con l’aggravante che in mancanza di concorsi o di altri meccanismi di stabilizzazione, ai precari dell’anno precedente si aggiungono i nuovi» chiosa Di Meglio.

L’incognita dei «lavoratori fragili»

Ma il Covid-19 porta con sé anche un’altra emergenza: quella dei «lavoratori fragili». Centinaia gli insegnanti avrebbero già chiesto di non tornare in cattedra in quanto più esposti al contagio. Si tratta di prof con più di 55 anni (nel 2019 su 730 mila insegnanti di ruolo, quelli con più di 54 anni erano oltre 300 mila) magari con problemi di asma e allergie, o con malattie croniche, o con cicli di chemioterapia in corso. Per legge rientra nella definizione di «lavoratore fragile» chi è affetto da più patologie contemporaneamente, gli immunodepressi, i pazienti oncologici. Si possono aggiungere anche coloro che hanno più di 55 anni per i quali il medico Inail decide che è necessaria «la sorveglianza sanitaria eccezionale» prevista dalle regole generali di tutela dei lavoratori e da quelle emanate nei mesi scorsi per tutti coloro per i quali il contagio da Covid potrebbe avere conseguenze anche molto gravi. E la direttrice dell’Ufficio scolastico del Veneto Carmela Palumbo ha denunciato centinaia di lettere ai presidi da parte di docenti che chiedono di poter essere esonerati dal servizio.

Gissi (Cisl): elevata età prof è tema noto da tempo

«La scuola si sta adoperando per rientrare in servizio, le problematiche storiche del personale scolastico e della elevata età anagrafica erano conosciute da tutti e da tempo: non ci sono stati interventi per programmare eventuali difficoltà e oggi si tenta di correre ai ripari: ancora una volta in ritardo» ha detto la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi in merito all’allarme cattedre vuote dovute all’emergenza lavoratori fragili. Nella scuola la percentuale di over 55 è del 40-45% . Gli ultra 62 enni sono 171 mila. Se venissero a mancare gli insegnanti “fragili”, potrebbero aprirsi buchi di organico imprevisti, proprio nel momento in cui si cerca invece di potenziare il personale scolastico. E come sempre toccherà ai precari tenere in piedi l’anno scolastico. Secondo una stima della Flc Cgil, i supplenti necessari saranno oltre 200mila.

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