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Scuola: «Deroga sulla spesa per le assunzioni a tempo determinato»



IL RTORNO IN classe

L’annuncio del presidente dell’Anci Decaro: «Il governo ha dato risposta alla nostra richiesta, via libera nel Consiglio dei ministri»

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L’annuncio del presidente dell’Anci Decaro: «Il governo ha dato risposta alla nostra richiesta, via libera nel Consiglio dei ministri»

2′ di lettura

«Finalmente il governo ha dato risposta alla nostra richiesta: ha concesso una deroga per l’assunzione a tempo determinato nelle scuole». L’annuncio arriva da Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci (Associazione dei comuni), subito dopo la conclusione del Consiglio dei ministri.

Il sindaco di Bari ha commentato così la decisione dell’Esecutivo: «L’avevamo detto da tempo, importantissimo fissare le norme ed eseguire gli interventi per rendere sicuro il rientro a scuola dei ragazzi, priorità assoluta, come l’ha definita il governo. Ma se avessimo provveduto a garantire distanza su scuolabus e in classe ma poi non avessimo fatto trovare a bambini e ragazzi gli insegnanti e tutto il personale che fa funzionare la scuola, sarebbe stata una beffa».

Un tetto risalente al 2010

«La norma, fortemente voluta dall’Anci – ha spiegato Decaro – assicura la possibilità di assumere a tempo determinato personale educativo e ausiliario in deroga a un a tetto di spesa anacronistico e soprattutto inadeguato a rispondere all’emergenza sanitaria che vede pressoché raddoppiati i numeri di educatrici di asili nido e maestre delle scuole materne. Il tetto, prima di questa deroga, risaliva infatti al 2010 e faceva rientrare anche il personale scolastico nella spesa per le assunzioni a tempo determinato, che non poteva essere superiore a quella sostenuta nel 2009».

«Ai Comuni servono 300 milioni»

«Con questo decreto – aggiunge Decaro – vengono accolte quasi tutte le richieste per le quali noi sindaci ci battevamo da mesi. Riguardo alle assunzioni, riteniamo che il tetto vada del tutto eliminato, a prescindere dalla situazione contingente. Abbiamo cambiato la regola per definirlo con una soglia che ora deriva dal rapporto tra entrate correnti e spesa del personale: che senso ha mantenere ancora un tetto? Per la scuola, invece, ribadiamo che attendiamo l’incremento delle risorse per Comuni, Città metropolitane e Province per l’affitto di immobili o spazi da destinare ad aule o per noleggiare o acquistare strutture modulari temporanee. Sono stati stanziati 70 milioni ma ne servono 300».

Il Consiglio dei ministri – si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri – ha deliberato inoltre un decreto legge con disposizioni urgenti per la pulizia e la disinfezione dei locali adibiti a seggio elettorale e per il regolare svolgimento dei servizi educativi e scolastici gestiti dai comuni.

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