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Scuola, dalle distanze ai test sierologici pronte le regole per il ritorno in classe. Banchi, aule e prof in pole tra le incognite

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coronavirusNon tutti gli istituti hanno aule grandi a sufficienza per garantire la presenza di tutti gli alunni nel rispetto delle norme sul distanziamento. I maggiori operatori del settore diserteranno la gara europea bandita dal commissario straordinario Domenico Arcuri per reperire fino a 3 milioni di banchi monoposto. Non è certo che i fondi stanziati dal governo per assumere supplenti saranno sufficienti a scongiurare il rischio di cattedre vuote.di Andrea GagliardiLa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina Non tutti gli istituti hanno aule grandi a sufficienza per garantire la presenza di tutti gli alunni nel rispetto delle norme sul distanziamento. I maggiori operatori del settore diserteranno la gara europea bandita dal commissario straordinario Domenico Arcuri per reperire fino a 3 milioni di banchi monoposto. Non è certo che i fondi stanziati dal governo per assumere supplenti saranno sufficienti a scongiurare il rischio di cattedre vuote.5′ di letturaSulla ripresa dell’anno scolastico c’è un buon numero di certezze ma anche varie e importanti incognite, che ne potrebbero minare il regolare svolgimento. Partiamo dalle certezze. Dal 14 settembre gli studenti torneranno in classe, ma la ricerca di spazi alternativi per rispettare le norme sul distanziamento è ancora lunga e alle superiori (e solo lì) sempre più istituti potrebbero decidere per le lezioni online a distanza, da svolgere una volta alla settimana. Non solo. Il nuovo documento sulle linee guida del Ministero dell’Istruzione per la Didattica Digitale Integrata, prevede un monte minimo di ore di lezioni digitali da garantire a settimana in caso di nuovo lockdown per ogni grado: saranno 10 per le prime classi della scuola primaria, 15 per le altre così come per le medie, almeno 20 alle superiori.Un metro di distanza tra gli alunni Nella versione definitiva della Linee guida per il rientro a settembre la distanza di sicurezza non è più un metro fra i banchi ma un metro fra le «rime buccali» degli alunni, cioè da bocca a bocca. Ed è per questo che le scuole si dovranno attrezzare di banchi monoposto. Al banco non si dovrà utilizzare la mascherina, obbligatoria invece quando ci si sposta in classe e negli altri spazi comuni oppure quando manca il metro di distanza. Anche se il Comitato tecnico scientifico si è già riservato la possibilità di «rivalutare a ridosso della ripresa scolastica la necessità dell’obbligo di mascherina, sulla base dei dati del contagio che via via emergeranno»Test sierologici per docenti e (a campione) per studentiLa bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati per garantire l’avvio dell’anno scolastico prevede test sierologici per i docenti e test volontari a campione sugli studenti. La bozza parla di «svolgimento dei test sierologici per tutto il personale scolastico in concomitanza con l’inizio delle attività didattiche» ed effettuazione dei «test a campione per la popolazione studentesca con cadenza periodica. Saranno a questi fini adottati i criteri di: volontarietà di adesione al test, gratuità dello stesso per l’utenza, svolgimento dei test presso le strutture di medicina di base e non presso le istituzioni scolastiche»Bimbi senza mascherina e sì a merenda da casa in asili e materneLe linee guida per asili e scuole per l’infanzia che hanno ricevuto l’ok della Conferenza unificata non prevedono invece nessun obbligo di portare la mascherina, che dovrà invece essere indossata dal personale in servizio. Via libera alla merenda da casa, sia pure a determinate condizioni: cioè se non la fornisce la struttura e «purchè l’alimento, la bevanda e il contenitore siano sempre identificabili come appartenenti al singolo bambino».La carenza di auleQui finiscono le certezza e iniziano le incognite. A partire dal problema delle aule. Non tutti gli istituti hanno aule grandi a sufficienza per garantire la presenza di tutti gli alunni nel rispetto delle norme sul distanziamento. È scattata la corsa a cercarne in teatri, cinema, musei e biblioteche. A Roma un protocollo di intesa firmato dal cardinale vicario Angelo De Donatis, la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi e il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale prevede che una parte delle lezioni si possa svolgere nelle parrocchie. «In base alle ultime stime non troveranno posto a scuola circa 600mila studenti – spiega il presidente dell’associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – per i quali dovranno essere reperite 20-30mila aule. Ed è un problema di non facile soluzione che dovrà essere risolto dagli enti locali»

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