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Scuola, dai trasporti ai banchi ai termoscanner: ecco tutte le incognite



lezioni al via il 14 settembre

Per i 2,4 milioni di banchi previsti dal bando di gara indetto dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri, bisognerà aspettare la prima settimana di settembre per il primo lotto. E per l’ultimo lotto la fine di ottobre

di Andrea Gagliardi

Scuola, ecco le linee guida in caso di contagi

Per i 2,4 milioni di banchi previsti dal bando di gara indetto dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri, bisognerà aspettare la prima settimana di settembre per il primo lotto. E per l’ultimo lotto la fine di ottobre

3′ di lettura

Il timore che la crescita dei contagi possa compromettere la riapertura delle scuole, le polemiche sul ritardo nella consegna dei banchi monoposto e sulla predisposizione, da parte di alcuni enti locali, di spazi in cui tenere lezione, le difficoltà nel predisporre il servizio di trasporto per portare i ragazzi a scuola mantenendo la distanza di almeno 1 metro. Sono alcun dei principali nodi ancora da sciogliere a meno di tre settimane dalla riapertura delle scuole. Anche se è di ieri una prima buona notizia: in alcune scuole romane sono arrivati i primi banchi monoposto; li avevano ordinati, appena avuti i fondi dal ministero dell’Istruzione, alcuni presidi grazie ai soldi del decreto Rilancio. Per i 2,4 milioni di banchi previsti dal bando di gara indetto dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri, bisognerà aspettare la prima settimana di settembre per il primo lotto. E per l’ultimo lotto la fine di ottobre. Con i problemi annessi. Perché nel periodo in cui le classi saranno ancora sprovviste di banchi monoposto sarà obbligatoria la mascherina durante la lezione. E, se la situazione dovesse protrarsi nel tempo, sarà necessaria l’attivazione della didattica a distanza.

Test sierologici a singhiozzo

E mentre il 24 agosto sono partiti in tutte le Regioni i test sierologici per il personale della scuola, in molte regioni mancherebbero i kit per i medici di famiglia, che avrebbero dovuto somministrarli. Inoltre, alcuni sindacati medici chiedono che i test vengano effettuati nelle scuole e nelle Asl ma non negli ambulatori dei medici di famiglia, sia per una questione di sicurezza degli altri pazienti, sia per i costi di smaltimento del materiale utilizzato e infine per i costi delle sanificazione nel caso emergessero eventuali positivi.

Sugli scuolabus nessuna deroga sulla distanza sociale

Sono intanto rimaste deluse le aspettative delle Regioni che speravano in una deroga al metro di distanza sugli scuolabus: il Comitato tecnico scientifico ha ribadito che, anche con la mascherina, la distanza di almeno 1 metro tra gli occupanti del mezzo pubblico dovrà esserci e se si pensa all’utilizzo di separatori, la soluzione non sarà disponibile a breve e non potrà applicarsi a metro e bus. E pure l’idea di differenziare gli orari scolastici, «non può essere la soluzione», spiega il coordinatore degli assessori regionali ai Trasporti, Fulvio Bonavitacola.

Termoscanner in Campania e a Roma

In questo contesto, le Regioni si muovono anche autonomamente. È il caso della Campania, che ha deciso di acquistare termoscanner da assegnare agli istituti scolastici per fare in modo che la temperatura venga misurata agli alunni all’ingresso degli stessi istituti (si comincerà dalle secondarie superiori) e non a casa, come previsto dalle linee guida dell’Istituto superiore di sanità. Anche a Roma la Task Force Scuola Capitolina che ha elaborato le nuove proposte organizzative per la ripresa delle attività di nidi e scuole dell’infanzia di Roma Capitale per settembre 2020 ha deciso che la misurazione della temperatura corporea sarà effettuata nei nidi e nelle scuole dell’infanzia ai bambini, ai genitori, al personale educativo e a tutti gli altri operatori che accedono alla struttura.

Quarantena compatibile con didattica a distanza?

Senza dimenticare che tra le criticità citate dall’Iss nelle linee guida sulla gestione dei contagi a scuola, c’è la compatibilità della didattica a distanza da attivare in caso di classe messa in quarantena con il fatto che la quarantena è attualmente equiparata a malattia e impedirebbe ai docenti di fare lezione, anche se a distanza. Anche se il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, sul punto è stato rassicurante: «Il fatto che la quarantena sia equiparata a malattia dal punto di vista del trattamento previdenziale non significa – ha detto – che il docente, se è in buone condizioni di salute, sia esentato dalla didattica a distanza».

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