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Sanità, da martedì cancellato il superticket. «Nessuno lo pagherà più»


addio al Balzello

«Nessuno lo pagherà più», annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza su Facebook postando un’immagine con una croce sull’impegnativa

di Nicola Barone

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«Nessuno lo pagherà più», annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza su Facebook postando un’immagine con una croce sull’impegnativa

2′ di lettura

Da martedì addio al superticket, la quota fissa che i pazienti pagano su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche. «Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione. Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal 1° settembre. Il superticket è abolito e nessuno lo pagherà più», annuncia il ministro della Salute Roberto Speranza su Facebook postando l’immagine di una croce sull’impegnativa.

Di cosa si tratta

A seconda delle Regioni, come si legge nel documento programmatico di bilancio 2020 predisposto a suo tempo dal governo, la cifra può arrivare fino a 10 euro sulle visite specialistiche e le prestazioni diagnostiche. L’ammontare stabilito si paga sulle ricette per visite ed esami e viene applicato a macchia di leopardo in Italia, con Regioni che come vedremo applicano la quota integralmente e altre che, invece, o hanno già proceduto all’abolizione o prevedono un pagamento in base al reddito o al valore della ricetta.

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«Una vittoria per lo Stato»

Si realizza così uno degli impegni presi più a cuore dal ministro Speranza che insieme al suo partito, sul punto, ha condotto una vera e propria battaglia alla fine dello scorso anno. Il superticket rappresenta un’entrata per le casse statali pari a circa 414 milioni di euro nel 2016, secondo gli ultimi dati della Corte dei conti, ma la situazione è estremamente eterogenea e varia da luogo a luogo. All’inizio prive del balzello erano solo Basilicata, Sardegna, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano (la legge che lo ha istituito nel 2011 non prevede infatti che sia obbligatorio e si sottolinea che le Regioni sono libere di deciderne le modalità applicative), cui si sono aggiunte spontaneamente mano a mano altre Regioni durante gli scorsi mesi. Per Speranza eliminando il superticket si è cancellata «una “diga” all’accesso al Servizio sanitario nazionale». L’mpossibilità di accedere al Servizio sanitario per i cittadini «è una sconfitta dello Stato. Al contrario, la scelta fatta dal Consiglio dei ministri è una vittoria per lo Stato, nel nome dell’articolo 32 della Costituzione», commentò il ministro al momento dell’approvazione. Le risorse necessarie sono già in bilancio anche per le prossima annualità.

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