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Ritorno a scuola: quali mascherine e visiere proteggono davvero?

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Le mascherine esaminate dai ricercatori della Duke University di Durham (foto di Emma Fischer, Duke University)Lo stesso vale per le mascherine con valvola, che sono ancora meno efficaci nel fermare le gocce emesse e per tutte quelle di fabbricazione domestica che, a meno che non siano molto aderenti al viso e realizzate con materiali multistrato, servono a poco. Le mascherine chirurgiche invece, pur non riuscendo a bloccare ogni goccia, sono decisamente migliori.Il secondo, pubblicato su Science Advances dai ricercatori della Duke University di Durham, in North Carolina, si concentra sulle varianti domestiche delle mascherine, realizzate con i più disparati materiali: ne analizza ben 14, insieme alla chirurgica e a quella chiamata N95, più protettiva per chi la indossa rispetto alla chirurgica, con o senza valvola.Secondo lo studio pubblicato su Science Advances, le mascherine maggiormente impermeabili ai droplets sono quelle sulla sinistra del grafico (La N95, la chirurgica e poi le altre)Anche in questo caso, le prestazioni migliori sono proprio di quest’ultima, seguita dalla chirurgica. Tutti gli altri modelli, compresa la N95 con valvole, non evitano la dispersione di droplet. Le mascherine delle immagini sopra, e oggetto dello studio, sono di questo tipo:1.Chirurgica (3 strati)2.N95 con valvola3.Lavorata a maglia4.PolyPprop (2 strati di propilene, a grembiule)5.Ply/Cotone (cotone-prolipene-cotone)6. MaxAT (uno strato di Maxima AT, polimero)7.Cotton 2 (due strati di cotone, plissettata)8. Cotton4 (due strati di cotone, stile detto Olson, più anatomica e lineare)9. Cotton 3 (due strati di cotone, plissettata, senza uno stile particolare)10. Cotton 1 (uno strato di cotone, plissettata)11. Neck Gaiter- fascia per il collo (uno strato di poliestere e spandex, un altro polimero, peso 0,022 g per cm2)12. Bandana: bandana a doppio strato, peso 0,014 g/cm2)13. Cotton 5 (due strati di cotone, plissettata)14. N95 senza valvolaLe mascherine del prossimo futuroIntanto, però, alla questione stanno lavorando, tra gli altri, i bioingegneri della Georgia Tech University, da molti anni impegnati nel settore dei materiali innovativi, che hanno realizzato una mascherina in due parte che potrebbe convincere molti ad abbandonare il fai da te. Come illustrato, con foto, sul Journal of Textile Institute la prima, che sfrutta le caratteristiche di alcuni tessuti nati per gli atleti professionisti, è costituita da una tasca che ospita un materiale filtrante lavabile in poliestere e Spandex (un altro polimero), circondata da un bordo estremamente aderente, ma che permette di parlare e respirare confortevolmente, riducendo il desiderio di toglierla.L’altra parte, collegata alla prima in modo da coprire il viso anche laterlamente, è in strech, sempre in polimeri (questa volta Spandex/Lyocell) con occhielli e gancetti per fissarla, e con i buchi per le orecchie, in modo da adattarla perfettamente alla circonferenza del capo di ciascuno (foto anche qui). L’idea è quella di aiutare le persone a portarla sempre e, al contempo, ridurre i costi e, soprattutto, lo smaltimento delle mascherine monouso, assicurando al tempo stesso la massima protezione possibile.

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