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Ristoranti e negozi, ora uno su dieci teme di finire nelle mani della malavita



rischio usura

Dopo liquidità, costi e crollo dei consumi, ora c’è anche il rischio usura con i tentativi illeciti della malavita di impadronirsi delle aziende

di Marzio Bartoloni

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Dopo liquidità, costi e crollo dei consumi, ora c’è anche il rischio usura con i tentativi illeciti della malavita di impadronirsi delle aziende

2′ di lettura

C’è un pericoloso effetto che almeno un negoziante e un ristoratore su dieci teme dopo lo scoppio della profonda crisi provocata dal Covid. È quello di finire nelle spire della malavita che potrebbero appropriarsi di tante imprese sempre più a corto di liquidità e quindi a rischio di finire nel la morsa dell’usura. «La crisi economica ha una zona d’ombra dove rischia di rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà denunciano sempre più spesso usura, estorsioni e acquisizioni illecite», ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli commentando i dati di una ricerca appena pubblicata

I timori degi imprenditori

Dopo liquidità, costi e crollo dei consumi, anche l’usura e i tentativi illeciti della malavita di impadronirsi delle aziende sono infatti tra gli ostacoli all’attività delle imprese del commercio e della ristorazione durante l’emergenza Covid-19. Un 11% di imprese, secondo l’indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format research, indica nella criminalità «un ulteriore, pericoloso ostacolo» allo svolgimento della propria attività; in particolare, circa il 10% degli imprenditori, in questo periodo, «risulta esposto all’usura» o a tentativi di «appropriazione anomala» dell’azienda. E la percentuale di imprenditori cresce fino a quasi il 20% per quegli imprenditori che sono molto preoccupati per il verificarsi di questi fenomeni nel proprio quartiere o nella zona della propria attività. Da qui l’appello di Sangalli: «Abbiamo fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell’ordine e, insieme, è necessaria più rapidità per far giungere i sostegni previsti dal decreto rilancio alle aziende e irrobustirli. Solo così si combatte la criminalità e si ricostruisce un’economia sana».

Le altre emergenze

Secondo la ricerca il 67,4% delle imprese intervistate giudica comunque «molto» o «abbastanza» efficace l’azione delle forze dell’ordine e della magistratura, per contrastare l’azione della criminalità e il 66% del campione ritiene «molto» o «abbastanza» efficaci le diverse forme di collaborazione in atto tra autorità centrali e locali, forze dell’ordine e magistratura da una parte e associazioni di categoria degli imprenditori e altre forze della società civile dall’altra per contrastare l’azione della criminalità ai danni delle imprese. Fondamentale anche ricorrere subito alla denuncia per il 60% del campione. Però ancora oggi quasi 1 impresa su 3, di fronte a questi fenomeni criminali, non sa cosa fare. Dall’indagine risulta che carenza di liquidità e calo dei consumi hanno rappresentato il principale ostacolo all’attività di impresa durante l’emergenza mettendo in difficoltà il 60% delle imprese del commercio e della ristorazione; quasi il 30%, invece, tra burocrazia e le necessarie procedure di sanificazione, igienizzazione e altri protocolli di sicurezza, ha visto incrementare i costi.

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