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Riparte il campionato di calcio femminile e i club cominciano a diversificare gli sponsor



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Nel week end del 22 e 23 agosto fischio di inizio con 12 squadre impegnate: una da battere, la Juventus reduce da tre scudetti consecutivi e due neopromosse, Napoli e San Marino

di Gaia Brunelli

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Nel week end del 22 e 23 agosto fischio di inizio con 12 squadre impegnate: una da battere, la Juventus reduce da tre scudetti consecutivi e due neopromosse, Napoli e San Marino

3′ di lettura

Sarà la Serie A femminile il primo campionato di calcio 2020/2021 a ripartire in Italia. E lo farà nel week end del 22 e 23 agosto con 12 squadre impegnate: una da battere, la Juventus reduce da tre scudetti consecutivi; due neopromosse, Napoli e San Marino.
Sarà il campionato del rilancio per un movimento che ha vissuto un’evoluzione repentina anche e soprattutto grazie all’avvento delle società professionistiche maschili e al Mondiale di Francia 2019 dove la nostra Nazionale è riuscita ad arrivare fino ai quarti di finale.

Dopo l’interruzione del campionato precedente con 6 giornate ancora da giocare causa Covid19, azzeccata è stata la scelta della Federazione per la ripartenza: la decisione di anticipare l’inizio della nuova stagione permette alla Serie A femminile, per il primo mese, di giocare in solitaria senza le “interferenze” del campionato maschile. Un’opportunità di visibilità incredibile che avvicinerà ancora di più i tifosi e gli appassionati di calcio. Creerà un rinnovato senso di appartenenza, un desiderio di rilancio e di rinascita attraverso uno sport che trasmette valori sani e genuini.

Per far fronte alla situazione legata al Covid19, poi, ogni società ha ricevuto un contributo economico da parte della Federazione che in questo momento va assolutamente investito in sanità. Prima del propagarsi del virus, l’idea era quella di vincolare i contributi al miglioramento delle infrastrutture, aspetto che la Federazione si propone comunque di verificare in prospettiva futura. Oggi c’è da pensare alla salute e a riprendere la corsa verso un movimento che non ha nessuna intenzione di fermarsi. Anzi.Questa crescita esponenziale sta trovando basi solide nelle sponsorizzazioni dei singoli club.

Le ragazze della Juventus già dallo scorso anno hanno potuto aggiungere sulla maglia uno sponsor dedicato unicamente al femminile. Da quest’anno anche il Milan ha differenziato i prodotti – maschile e femminile – e sulla divisa delle rossonere ci sarà uno sponsor diverso. C’è da dire che in entrambi i casi si tratta di partner già presenti nelle rispettive società, ma che comunque hanno scelto di investire portando introiti interamente nelle squadre femminili che potranno essere rinforzate per lottare anche in Europa, dove al momento il divario è ancora ampio.

L’obiettivo è quello di provare a seguire i suggerimenti dettati dalla Uefa che invitano ad avere all’interno della propria organizzazione figure – nell’ambito di marketing commerciale – strategicamente e unicamente dedicate al calcio femminile. In ogni caso il solo fatto di differenziare lo sponsor sulla maglia dà l’esatta percezione dell’interesse che ruota intorno a questo sport in continua ascesa. Aprirsi a nuovi mercati attraverso nuovi partner, ingrandisce il network e crea nuovi interessi intorno al calcio femminile che, anche se il colore della maglia è lo stesso, rappresenta per ovvi motivi altri valori rispetto al calcio maschile.

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