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Riaperture, convocato il Cdm ma è caos Governo-Regioni sulle pagelle sanitarie



fase 2

Cdm convocato per oggi alle 12. Ma il decreto con le nuove regole per le riaperture potrebbe slittare

L’Alto Adige va da solo: dall’11 aperti ristoranti, parrucchieri

Cdm convocato per oggi alle 12. Ma il decreto con le nuove regole per le riaperture potrebbe slittare

2′ di lettura

Dopo il via libera del governo, il 18 maggio potranno alzare le saracinesche negozi, bar, ristoranti e parrucchieri. Le Regioni si preparano a decidere in autonomia cosa riaprire, in base all’accordo raggiunto con l’esecutivo, pronto ad archiviare l’epoca dei Dpcm e a varare un decreto legge per stabilire le nuove regole per riaprire.

A condizionare le scelte delle Regioni saranno le linee guida che l’esecutivo deciderà di inserire nel decreto e le pagelle sanitarie stilate dal ministero della Sanità. E qui c’è un doppio problema che rischia di far slittare il varo del decreto, previsto per venerdì 15 maggio nel consiglio dei ministri convocato oggi per le 12.

Mancano le pagelle regionali
Le prime pagelle regionali, attese per giovedì 14 marzo, per fotografare l’indice di rischio di ciascuna regione non sono ancora arrivate. La cabina di regia che si è insediata presso il ministero della Salute il 4 maggio ha il compito di esaminare 21 indicatori che devono soddisfare tre requisiti per ciascuna regione: capacità di monitoraggio; capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti;  risultati relativi alla tenuta dei servizi sanitari. Senza pagelle manca un parametro fondamentale per decidere cosa e quando riaprire.

Le critiche alle linee guida ufficiali
A ciò si aggiunge un altro problema. Le linee guida stilate da Istituto superiore della sanità e Inail per ristoranti, balneari e parrucchieri sono considerate troppo restrittive dai settori produttivi – balneari e ristoratori in primis – e anche le Regioni hanno cominciato a mettere le mani avanti spiegando che le linee guida saranno reinterpretate a livello locale con flessibilità. Toccherà al governo nel decreto trovare una sintesi.

Regioni in ordine sparso
Intanto i governatori sono pronti anche in questo caso a muoversi in ordine sparsi. «Abbiamo nostre linee guida – ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia – concertate con le realtà che detengono interessi, e interfacciate con le linee delle altre regioni. Però ci deve essere nel Dpcm la previsione e la possibilità per le regioni di mettere altre linee guida rispetto all’Inail. Se sono una “condizione sine qua non” nessuno sarà in grado di applicare linee guida alternative».

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