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Rete unica, via libera del governo a società Tim-Cdp. Telecom verso il 50,1%, governance condivisa

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L’incontro che ha accelerato la trattativaLa macchina, messa in moto dal Governo è avviata e con o senza Enel, questa è l’indicazione che arriva, si andrà avanti. L’incontro tra gli ad Luigi Gubitosi e Francesco Palermo ha dato il ‘boost’ che serviva e sembrano aver trovato la convergenza, sulla base della proposta presentata da Tim per l’integrazione con Open Fiber. Il lavoro prosegue serrato e possibili altri faccia a faccia potrebbero esserci nei prossimi giorni ma Tim incassa già l’apprezzamento della Borsa con il titolo schizzato in rialzo del 5,09% a 0,388 euro. I sindacati delle tlc sono schierati a favore del progetto e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedono un tavolo per non trascurare la riflessione sulle ricadute occupazionali. E ricordano che “ altre soluzioni, come scissioni, non permettono di competere con i colossi di Cina e Usa” e “ impensieriscono molto sul piano della tenuta occupazionale”.Il 31 agosto Cda di TimLa società per la rete unica ha insomma un suo contorno, Cdp ha analizzato la proposta che Tim ha presentato e che sarà il canovaccio per arrivare a una lettera di intenti, come voleva il Governo entro il 31 agosto, quando si riunirà il cda di Tim. Fibercop, la società per la rete secondaria a cui partecipano Kkr e Fastweb sarà il primo mattone sul quale iniziare a costruire. Il fondo infrastrutturale americano – con un investimento da 1,8 miliardi di euro – acquisirà una quota del 37,5% della newco che controlla la rete secondaria passiva di Tim. Fastweb apporterà la sua quota nella jv Flashfiber in cambio il 4,5% del capitale della newco.Questo era il progetto che il cda di Tim aveva già condiviso in cda trovando supporto unanime. Il Mou fa un passo avanti aprendo Fibercop alla partecipazione significativa di Cdp che apporterà la sua quota in Open Fiber portando gli altri soci a diluirsi. Enel – che ha l’altro 50% – per ora resta alla finestra, con più di una carta da giocare tra cui quella di accettare l’offerta del fondo Macquarie. A quel punto Tim potrebbe far confluire nella newco anche la rete primaria e questo le permetterà di non scendere sotto il 50,1 perchè se – nelle stime degli analisti – la rete secondaria di Tim e quella di Open Fiber si equivarrebbero (intorno ai 7 miliardi) la dorsale è stata in passato valutata tra gli 8 e i 12 miliardi di euro. La società resterà aperta a possibili coinvestimenti da parte di altri operatori.La governance però sarà condivisa, lasciando poteri a tutti i soci, a partire da Cdp. Per le decisioni strategiche, rimanendo Tim un operatore verticalmente integrato, lo statuto della newco prevederà maggioranze qualificate. Questo dovrebbe rispondere alle esigenze delle autorithy, sia a livello europeo che nazionale, sul fronte regolatorio e della concorrenza. Eventuali limature al progetto che potrebbero essere richieste non destano preoccupazioni tra gli addetti ai lavori.Bruxelles segue da vicino la vicenda «La Commissione Ue segue da vicino gli sviluppi dell’operazione» per la nascita di una rete unica in Italia, ma non può commentare “scenari” che sono ancora “ipotetici». Così un portavoce dell’esecutivo comunitario all’Ansa. Nel caso in cui l’operazione avesse successo, le società dovranno procedere con la notifica all’antitrust Ue per ottenere il via libera definitivo

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