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Proroga dei versamenti fiscali, commercialisti in trincea

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Rinvio necessario data la crisi di liquidità in cui si trovano le Pmi, e la mole di lavoro extra a cui sono stati sottoposti i professionisti

3′ di lettura

Il braccio di ferro tra commercialisti e Governo sulla proroga dei versamenti (la scadenza è stata lunedì 20) potrebbe registrare novità importanti. I sindacati di categoria, nel corso di un incontro organizzato martedì 21 presso l’aula del Senato, scopriranno le loro carte.

La strategia da seguire è stata decisa durante un vertice a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti Massimo Miani. Quanto deciso verrà svelato solo martedì 21. Massimo Miani, senza entrare nei dettagli, anticipa che si farà un’azione forte e coordinata tra Ordini, sindacati e iscritti. «La ragionevolezza non ci ha portato da nessuna parte – chiosa Miani – ora è necessario alzare il livello della discussione, perché la situazione è insostenibile, ci sono difficoltà evidenti soprattutto per le imprese più piccole che non si possono ignorare».

Si saprà dunque se si farà uno sciopero, una proclamazione che però, in base al Codice di autoregolamentazione per l’astensione dall’attività dei commercialisti, non può essere presa dal giorno alla notte, ma richiede almeno 15 giorni.

La categoria chiede da tempo di prorogare la scadenza del 20 luglio sia per non pesare sul sistema imprenditoriale, messo sotto stress dalla pandemia e per dare più tempo ai professionisti che in questi mesi si sono trovati a dover assolvere una serie di attività extra per consentire ai propri clienti di accedere agli aiuti messi in campo dal Governo. Il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Torino Luca Asvisio ha parlato di «giorni di fuoco per nulla facili da gestire». Tutti gli appelli però sono rimasti inascoltati.

Lettera aperta dei sindacati a Misiani

In un post su Facebook pubblicato domenica 19 il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani ha spiegato che spostare anche i versamenti di giugno (già prorogati al 20 luglio) a settembre avrebbe creato un grande ingorgo fiscale, in un periodo nel quale i dati puntuali dei versamenti sono necessari per la stesura dei documenti di programmazione economica e finanziaria del governo.

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