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Posti pieni, Lombardia e Liguria non tornano indietro: più persone sui mezzi pubblici

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Il Pirellone e il governatore Toti confermano il contenuto dell’ordinanza firmata proprio ieri, venerdì, nonostante in giornata sia arrivato il dietrofront per quanto riguarda i treni dell’Alta velocità con il provvedimento firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che nel suo annuncio ha parlato di “mezzi di trasporto”. Molti esperti hanno avvertito sul rischio che questo “possa contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico”

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La Lombardia non segue il governo e non torna indietro: la Regione in una nota comunica che si potranno continuare ad utilizzare il 100% dei posti a sedere e il 50% di quelli in piedi sui mezzi pubblici, almeno per il momento. Il Pirellone conferma il contenuto dell’ordinanza firmata proprio ieri, venerdì, nonostante in giornata sia arrivato dal governo il dietrofront per quanto riguarda almeno l’Alta velocità. Stessa decisione anche per la Liguria, come ha spiegato il governatore Giovanni Toti: “Resteranno in vigore le disposizioni contenute nell’ordinanza regionale firmata e diramata ieri e che consente un maggior numero di passeggeri su tutti i mezzi”. Il provvedimento firmato oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ripristinato invece la regola dei posti alternati sulle Frecce di Trenitalia e sui treni Italo: “Ho firmato una nuova ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine“.
Speranza parla di mezzi di trasporto, quindi inclusi autobus e metropolitana. Lombardia e Liguria però hanno deciso di andare avanti per la loro strada, nonostante molti esperti, oltre al Comitato tecnico scientifico, abbiano avvertito dei pericoli a cui si va incontro: il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli, ha spiegato infatti che con i convogli pieni c’è “il rischio concreto che i viaggi possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” nel nostro Paese. La richiesta di un passo indietro è arrivata anche dal virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco: “La fine del distanziamento mi sembra un salto in avanti non concordato, senza un razionale e una pianificazione“.
Il Pirellone, si legge nella nota, nell’ottica di “valutare in maniera specifica e puntuale i contenuti di quanto previsto dalla nuova disposizione ministeriale e nell’ottica di un proficuo confronto da avviare in tempi rapidissimi con il governo e con la Conferenza delle Regioni, conferma la propria ordinanza“. Quindi addio ai posti vuoti: tutti i sedili a disposizione potranno essere occupati. L’ordinanza di venerdì, sostengono dalla Regione governata da Attilio Fontana, “oltre a essere in linea con i risultati dei dati sanitari relativi alla Lombardia delle ultime settimane, puntano a un allineamento con quanto già posto in essere da tempo, in materia di trasporto pubblico locale, da Regioni confinanti con la Lombardia. Il tutto anche in un’ottica di dare la possibilità, a chi gestisce il trasporto pubblico locale, di programmare e ‘sperimentare‘ nuove azioni in vista della ripresa dell’attività scolastica di settembre”. Resta ovviamente l’obbligo di “indossare la mascherina o indumenti idonei a coprire naso e bocca”.

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