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Più piste ciclabili, corsie preferenziali per i bus e contapasseggeri: la rivoluzione della mobilità dopo il Covid



Segnaletica droplet ad hoc nei bus e nelle stazioni
Per questo motivo oltre al contingentamento e a personale
dedicato per contare materialmente i passeggeri sulle linee più frequentate si pensa anche a delimitare lo spazio per passeggero con una segnaletica ad hoc non solo sui bus ma anche alle stazioni. Inoltre si pensa di definire percorsi per guidare i passeggeri, distanziandoli, fin fuori le stazioni, almeno quelle più frequentate. Oltre alle sanificazioni straordinarie già messe in campo, si ragiona sulla pulizia di filtri di aerazione e climatizzazione di tutti i mezzi. Probabilmente i passeggeri continueranno a salire dalla porta anteriore, misura in atto e varata proprio per l’emergenza coronavirus.

Riaperta la pista ciclabile per chi lavora negli ospedali anti Covid
Nel piano che si sta redigendo si prevede anche di incentivare mezzi alternativi al bus come la bicicletta con la realizzazione delle piste ciclabili previste nel Piano Urbano di Mobilità Sostenibile di Roma Capitale. Nei giorni scorsi il Comune ha deciso di riaprire quella di Monte Mario, nel tratto tra Balduina, Policlinico Gemelli e Columbus Covid-2 Hospital così da permettere a medici, infermieri e personale sanitario impiegato in quelle strutture di raggiungere il posto di lavoro. «L’abbiamo ribattezzata la ciclabile degli eroi», ha spiegato la sindaca di Roma Virginia Raggi. Le associazioni ciclistiche Fiab e Salvaiciclisti hanno proposto alla sindaca un piano dettagliato di piste ciclabili sulle vie principali, restringendo le carreggiate alle auto.

Corse dei mezzi pubblici a capienza ridotta
Altro elemento fondamentale sarà quello di velocizzare le corse di bus che, per necessità sanitarie, saranno a capienza ridotta: si avvierà infatti anche la realizzazione immediata di corsie preferenziali e si sta valutando di ridurre le fermate per controllare meglio il numero dei passeggeri e rendere le corse più rapide. L’ipotesi obbligo mascherine e guanti per ora non sarebbe stata presa in considerazione confidando forse anche su indicazioni stringenti in questo senso a livello governativo.

I nodi del servizio di trasporto pubblico romano
Atac deve fare i conti del resto anche con i numeri di flotta e personale. Con 6.500 autisti e 250 verificatori non sarà semplice attuare misure di controllo degli ingressi, delle distanze e del contingentamento. E con 1500 bus in servizio al giorno (ante coronavirus) non sarà semplice garantire il trasporto abbattendo decisamente la capienza di autobus e vagoni della metro. Ecco perchè si è deciso di anticipare di molto i tempi e tentare di studiare strategie compatibili con futuri volumi di traffico che anche se non raggiungeranno i numeri che Roma aveva prima (oltre 600mila
utenti in metro in un giorno e quasi il doppio per le 300 linee dei bus) saranno comunque sostenuti.

La “linea” Rimini
Il problema di quale modello di mobilità adottare in vista della riapertura è allo studio anche del comune di Rimini. Stando alle indicazioni fornite dall’assessore con delega alla mobilità Roberta Frisoni il primo passo è quello di intervenire sulla domanda, rivedendo anche i tempi di scuola e lavoro per ridurre gli spostamenti nel corso della giornata senza avere i ‘picchi’ a cui siamo stati abituati fino ad ora. Questo significa stimolare lo smart working. Sul fronte dell’offerta, spiega Frisoni, serviranno investimenti per proseguire con una costante sanificazione dei bus e si potrà valutare l’introduzione di strumenti che consentano di tracciare in tempo reale il grado di riempimento dei mezzi. Ad esempio si possono usare app/tecnologie che informino passeggeri se i veicoli in arrivo hanno raggiunto la capienza massima consentita dalle misure di distanziamento (così come già avviene per gli avvisi sui tempi di arrivo). Tra le altre soluzioni, la promozione della mobilità attiva, cruciale soprattutto nelle città di medie e piccole dimensione, dove spesso gli spostamenti sono entro i 5 km. Su queste distanze ci sono altre forme di mobilità “privata” a cui ricorrere al posto dell’auto: la pedonalità, la ciclabilità, la micro mobilità elettrica. La strada è quella di incentivare gli spostamenti a piedi, in bici e sfruttare anche al massimo tutti i sistemi di sharing che in molti contesti possono integrare in maniera efficace il trasporto pubblico.

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