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Piccoli gruppi e ingressi scaglionati, ecco come partiranno i centri estivi dal 15 giugno



Le mosse in anticipo dei comuni
Va ricordato che nel decreto Rilancio è prevista la possibilità di utilizzare il bonus baby sitter da 1.200 euro per frequentare i centri estivi. E che è stata, tra gli altri, la ministra per la famiglia Elena Bonetti a spingere per l’apertura dei centri estivi malgrado le perplessità del comitato tecnico scientifico. Nelle scorse settimane, pur in mancanza di un quadro normativo di riferimento e di un protocollo di sicurezza validato per educatori e bambini, sono numerosi i Comuni che si sono già mossi con loro progetti per non farsi trovare impreparati all’appuntamento con la fine della scuola. Alcuni punti fermi sono stati anticipati dal vicesindaco di Firenze e presidente della commissione istruzione dell’Anci Cristina Giachi: «Le vie da seguire – ha detto – saranno principalmente piccoli gruppi di bambini con educatori stabili, in luoghi possibilmente aperti»

A Firenze più operatori e pasti monodose
Firenze è tra i Comuni con progetti in stato di definizione più avanzato. «Pensiamo di utilizzare spazi sia all’aperto che al chiuso, soprattutto scuole con grandi giardini» ha spiegato l’assessora all’educazione Sara Funaro, che ha aggiunto: «Ci sarà un rapporto ridotto educatori-bambini, piccoli gruppi, per fasce omogenee di età, sempre con gli stessi operatori». E tra le attività in cantiere, oltre a quelle tradizionali ludiche e sportive, «si pensa anche ad attività di recupero scolastico per chi è rimasto indietro con la didattica a distanza, oltre ad attività di educazione ambientale». Previsti pasti monodose, oltre a ingressi scaglionati.

A Roma task force al lavoro, con occhio a contagi
A Roma il Campidoglio studia un piano per tenere aperte materne e asili nido con la formula dei centri estivi, quindi con iscrizioni ad hoc. Se i dati epidemiologici saranno favorevoli «stiamo lavorando con una task force – ha detto nei giorni scorsi la sindaca di Roma Virginia Raggi – per riaprire il prima possibile i giardini di scuole e nidi, e magari dei centri sportivi, come centri estivi per accogliere i bambini e farli risocializzare»

A Torino mobilitati esperti di sicurezza e pedagogisti
Si muove anche Torino. «Abbiamo formato gruppi di lavoro – racconta l’assessora all’Istruzione Antonietta Di Martino – per studiare la fattibilità di un’edizione 2020, in cui operino esperti di sicurezza ed esperti pedagogisti per i contenuti educativi, in modo da essere pronti ad applicare le misure nazionali nel nostro contesto». Verranno utilizzati gli edifici scolastici, cercando di rimodulare gli spazi interni ed esterni in funzione della tutela della salute e sicurezza, e «si verificherà, per specifiche attività, anche l’utilizzo di spazi aperti esterni alla scuola in collaborazione con l’assessorato all’ambiente».

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