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Open Arms, Italia viva non partecipa al voto: i renziani «salvano» il leader della Lega


al senato

La decisione di Iv salva di fatto il capo leghista, che dalla sua parte ha già dodici voti sicuri (5 della Lega, 4 di Forza Italia, 1 di Fratelli d’Italia, 1 delle Autonomie e quasi sicuramente il voto dell’ex M5s Mario Giarrusso)

di Andrea Gagliardi

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La decisione di Iv salva di fatto il capo leghista, che dalla sua parte ha già dodici voti sicuri (5 della Lega, 4 di Forza Italia, 1 di Fratelli d’Italia, 1 delle Autonomie e quasi sicuramente il voto dell’ex M5s Mario Giarrusso)

2′ di lettura

Iv ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms. «Ci rimettiamo all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti. La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati». Così il capogruppo IV in Giunta per le autorizzazioni del Senato Francesco Bonifazi.

Salvataggio di fatto
La decisione di Iv salva di fatto il capo leghista, che dalla sua parte ha già dodici voti sicuri (5 della Lega, 4 di Forza Italia, 1 di Fratelli d’Italia, 1 delle Autonomie e quasi sicuramente il voto dell’ex M5s Mario Giarrusso, considerato fino a questa mattina l’ago della bilancia ma a questo punto non più determinante) contro otto a favore del processo (Anna Rossomando del Pd, Pietro Grasso di Leu, Gregorio de Falco del Misto e i cinque senatori M5s, sebbene con un paio di incerti).

Le accuse del tribunale dei ministri
Il tribunale dei ministri di Palermo accusa il leader della Lega di sequestro di persona e di rifiuto di atti di ufficio per la vicenda dei migranti della nave Open Arms, bloccati a largo per alcuni giorni, prima dello sbarco a Lampedusa, nell’agosto 2019. Il presidente della giunta, l’azzurro Maurizio Gasparri, ha proposto che la richiesta di autorizzazione a procedere venga respinta

I precedenti Diciotti e Gregoretti
Il pronunciamento della Giunta delle immunità del Senato sulla vicenda Open Arms, è il terzo a suo carico. Nella prima, per il caso Diciotti, la richiesta di processo venne respinta: la Lega era ancora al governo con il M5s. La successiva, per il caso Gregoretti, venne accolta. In quell’occasione lo stesso leader della Lega, non più ministro, chiese di essere processato. Qualche tempo dopo, ricevendo l’avviso di garanzia per Open Arms, Salvini ha commentato amaro: «Ormai le provano tutte per fermarmi. Sono tutti processi politici». Sulla vicenda giudiziaria Gregoretti si registra intanto il terzo rinvio, questa volta causa Covid, dell’udienza preliminare che il presidente dei Gip di Catania, Nunzio Sarpietro, ha ricalendarizzato il 3 ottobre prossimo).

, forse per ragioni di età. Ad ogni modo, il due giugno ci saranno iniziative simboliche in tutte le città italiane, una sorta di presidi anti-Conte, una cinquantina di persone ben distanziate con il tricolore in mano. Matteo Salvini sarà in prima fila, in una piazza romana

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