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Nuovi verbali Cts, 26 febbraio: «No alle restrizioni oltre i 10 comuni della zona rossa»



Misure adottate in Italia argine al Covid

É il 7 febbraio, prima riunione del Cts. «I provvedimenti messi in atto dal Governo italiano, in un rapporto di proficua collaborazione con le Regioni e Province autonome, e il fondamentale contributo delle professioni sanitarie e della protezione civile, rappresentano, nelle condizioni attuali, un argine adeguato per il Paese», si legge nel verbale. Gli esperti parlano del «persistere dell’allarme» Covid, valutato in fase di espansione in Cina. Per il principio della «massima precauzione», quarantena di 14 giorni per gli studenti di ritorno in Italia dalle aree della Cina interessate dall’epidemia.

Il piano anti-Covid resti riservato

Il 2 marzo si parla del piano anti-Covid: «Circa il ‘Piano di organizzazione della risposta dell’Italia in caso di epidemia’ il Cts concorda di adottarlo nella versione finale; il piano sarà sottoscritto da tutti coloro che hanno contribuito al lavoro di ricerca, sarà successivamente validato dal Cts e presentato attraverso il coordinatore degli interventi» dott. Angelo Borrelli all’on. ministro Roberto Speranza. Il Cts sottolinea la necessità di mantenere “riservato” il contenuto del piano».

I dubbi sulla chiusura totale delle scuole

Su richiesta di parere del ministro della Salute sull’opportunità di «chiudere le scuole di ogni ordine e grado sull’intero territorio nazionale», il Cts il 4 marzo scrive nel verbale che «le scelte di chiusura dovrebbero essere proporzionali alla diffusione dell’infezione virale» e che «non esistono attualmente dati che indirizzino inconfutabilmente sull’utilità di chiusura delle scuole indipendentemente dalla situazione epidemiologica locale». Il Cts spiega che «alcuni modelli predittivi indicano che la chiusura delle scuole potrebbe garantire una limitata riduzione nella diffusione dell’infezione virale. Vi è consenso tra gli addetti ai lavori – che un’eventuale chiusura delle scuole è stimata essere efficace solo se di durata prolungata». Il testo del verbale precisa che queste considerazioni tecniche «sono solo una parte delle valutazioni rispetto alle quali formulare le scelte decisionali sull’argomento». Il 5 marzo, il giorno dopo, il verbale riporta che «il Cts ribadisce che il testo elaborato nella giornata di ieri, in riferimento alla sospensione delle attività didattiche, non è in alcun modo in disaccordo con la decisione di sospensione presa dal Consiglio dei ministri».

Le raccomandazioni per i bambini disabili

I bambini disabili sono più a rischio. Il Cts ne parla nella riunione del 9 marzo: «Sebbene i bambini a oggi risultino colpiti da forme cliniche non gravi» quelli disabili o con patologie croniche vanno considerati a «maggior rischio di contrarre patologie infettive e in forma più grave». Ecco, allora, le raccomandazioni ai familiari di questi bambini. Per esempio quella di ridurre gli accessi ai servizi sanitari per prestazioni procrastinabili, sia pure con le dovute eccezioni.

Evitare strette di mano e abbracci

É il 3 febbraio, verbale n. 14. Il Cts invita la popolazione a evitare per tutta la durata dell’emergenza strette di mano e abbracci. Si chiede di rafforzare la sorveglianza nelle regioni con catene di trasmissioni del virus note. Si ritiene vada incrementata del 50% la disponibilità di letti in terapia intensiva a livello nazionale, alla luce di quanto accaduto in Lombardia. E del 100% nei reparti di pneumologia e malattie infettive.

Escorte galati

Rizolvere problemini di eiaculazione

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