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Nubifragio su Verona: «Avevo l’acqua alla gola, un abbraccio mi ha salvato»

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«No, il video non l’ho visto…». Ore 21.45, il video dove l’acqua arriva fino al collo di Daniele Iattarelli è di circa quattro ore prima. Quelle immagini hanno fatto il giro del web. Dentista, lo studio a Verona vicino a Piazzetta Santo Stefano da dieci anni, Daniele è lì che porta fuori dal suo laboratorio il salvabile, cioè poco e niente, aiutato dagli amici. «L’acqua ha sfondato porta e finestra, due stanze più bagno allagati, è arrivata fino a un metro e 70. Nel giro di dieci minuti ero messo come in quelle immagini… In strada mi aggrappavo ai tubi, vicino ai muri, perché non riuscivo ad andare avanti».

In ipotermiaSuo fratello racconta: «Daniele è andato in ipotermia, un ragazzo l’ha spogliato e abbracciato per salvarlo, poteva davvero lasciarci le penne». Piazzetta Santo Stefano è uno dei luoghi di Verona più colpiti. Basta superare l’Adige, pochi minuti dal centro. Le Torricelle, da cui si domina la città, sono vicine. «È dalle Torricelle che viene giù tutto intasando i tombini», dice Paola Bonifatto. La sua bottega è dietro l’angolo, rispetto al laboratorio di Iattarelli. Produce stampe, il che vuol dire macchine elettroniche e carta da buttare via. «Se con l’alluvione del 2018 contammo circa 10 mila euro di danni, tutti soldi mai risarciti, adesso ci saranno 200 mila euro di materiale andato. Una piccola alzaia l’avevamo messa ma la grandine ha sfondato la vetrina». Bonifatto e il compagno erano tornati ieri mattina dalle ferie, abitano a poche centinaia di metri, appena è iniziato tutto si sono precipitati («Ogni volta che piove abbiamo allagamenti») ma c’è stato solo il tempo di assistere al disastro.

La gelateria assediata dall’acquaQuel disastro che in parte sono riusciti a contenere da Zeno Gelato, bottega famosa in città, mettendosi in due di fronte alla porta: «Proprio così, la porta ha retto perché eravamo in due a tenerla», racconta Roberto Bonato, il titolare. In quel momento, tra i dipendenti, c’era anche Barbara Oliboni: «Due bambini stavano mangiando un cono: li abbiamo presi e messi sopra il bancone».

Auto spezzateSe si segue il Lungadige si arriva a Riva San Lorenzo, altra zona ferita. Massimo Paglietti fotografa la sua auto per mandare poi tutto all’assicurazione: «Ci è cascato sopra un albero, spezzatosi a metà. Credo che l’auto sia da buttare. Domani chiamo, ma temo siano cavoli miei». Salvatore Zecca, che abita in zona, ha visto un altro albero, uno dei giardini intitolati a Oriana Fallaci, completamente sradicato: «È finito contro il balcone all’ultimo piano della casa di fronte, bloccando la strada, mai vista una roba così».

24 agosto 2020 (modifica il 24 agosto 2020 | 11: 59)
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