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Nord della Sardegna sotto osservazione, ecco dove sono i focolai


contagi in aumento nell’isola

Secondo l’ultimo bollettino su 61 nuovi casi, 68 sono in provincia di Sassari. La regione predispone due strutture per ospitare le persone in quarantena. Stretta su visite alle case di riposo e sulle sagre

di Davide Madeddu

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(yoda062211 – stock.adobe.com)

Secondo l’ultimo bollettino su 61 nuovi casi, 68 sono in provincia di Sassari. La regione predispone due strutture per ospitare le persone in quarantena. Stretta su visite alle case di riposo e sulle sagre

3′ di lettura

Nuovo record di contagi in Sardegna che nell’ultimo bollettino ufficiale segna 91 nuovi casi di persone alle prese con il Coronavirus. E mentre si cerca l’intesa con il Lazio per la questione delle partenze e dei controlli incrociati, la regione predispone due strutture di “basso livello assistenziale” per ospitare le persone in quarantena dai territori dove partono richieste di maggiori verifiche. Il trend sui contagi nell0isola delle vacanze è comunque in crescita. I dati sono quelli forniti dall’unità di Crisi dai quali emerge ancora una volta un fatto: il picco si registra sempre nel nord.

Nord Sardegna osservato speciale

Nell’area della Provincia di Sassari il numero di nuovi casi raggiunge quota 68. Quanto al resto dei numeri, 75 casi sono stati rilevati in seguito al “tracciamento dei contatti di casi precedentemente accertati” .Nei territori si registra poi un incremento di 5 casi nell’area della Città metropolitana di Cagliari, 18 nel territorio della Provincia del Sud Sardegna. Nell’isola sale complessivamente a 1.825 il numero dei casi di positività al Covid-19 mentre resta invariato il numero delle vittime, 134 in tutto. In totale sono stati eseguiti 125.231 tamponi, con un incremento di 1.094 tamponi rispetto all’ultimo aggiornamento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati in ospedale, 18, nessuno in terapia intensiva, mentre 411 sono le persone in isolamento domiciliare. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.259 pazienti guariti, più altri 3 guariti clinicamente.

Dalle case di riposo alle sagre, nuove strette
Intanto sui territori della Sardegna resta alta l’attenzione per il fenomeno. A Santo Stefano, nell’arcipelago di La Maddalena i 26 positivi individuati una settimana fa nel resort sono stati sottoposti al secondo tampone. L’unità di crisi presieduta da Marcello Acciaro ha disposto anche l’invio di uno psichiatra a supporto di chi in questa fase di isolamento ha manifestato maggiori difficolta’ ad affrontare la situazione. Per il responsabile si tratta comunque di “situazioni perfettamente contenute e circoscritte” anche “grazie al fatto che i protocolli adottati hanno prodotto i risultati attesi”. Intanto nei territori, dove si registra qualche contagio (nella giornata di ieri si erano verificati 81 nuovi casi con un picco di 56 sempre nel nord Sardegna) si corre ai ripari con nuove strette. In alcune case di riposo, in via precauzionale e cautelativa, sono state sospese le visite esterne di parenti e conoscenti. A Samassi, nella comunicazione dell’amministrazione, si fa esplicito riferimento all’aumento dei casi di contagio dovuti alla movimentazione dei flussi vacanzieri in Sardegna e “alla conseguente impossibilita’ di verificarne i contatti a livello locale”. In alcuni centri sospese le manifestazioni di piazza e sagre.

Dai sindaci la richiesta di più tamponi

In Ogliastra, nella Sardegna centro orientale i sindaci chiedono più tamponi e test rapidi. Appelli lanciati dopo i primi tre casi di positività dall’inizio della pandemia registrati a Cardedu, Bari Sardo e Tortolì. I primi cittadini sollecitano anche analisi rapide per accertare in poche ore la situazione sanitaria di chi viene sottoposto all’esame. Intanto la Regione ha individuato due “strutture temporanee di basso livello assistenziale”, a Ploaghe nel Sassarese e a Macomer del Nuorese, dove ospitare per l’isolamento e la gestione degli asintomatici positivi oltreché alla gestione dei pazienti negativizzati. Per i cosiddetti “contatti stretti” in assenza di tampone, per i quali è stata indicata dalla autorità sanitaria la necessità di un periodo di quarantena uno spazio regionale nell’ex Arsenale di La Maddalena. A Olbia, intanto, la sanità privata scende in campo per affrontare l’emergenza. Al Mater Olbia è ora possibile effettuare il tampone, naso-faringeo con costo a carico dei cittadini. C’è poi ancora da risolvere la questione Lazio e Sardegna dove è in corso una mediazione del Governo per effettuare i tamponi anche alla partenza.

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