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Nomine: il Mef conferma Descalzi, Starace, Del Fante e Profumo



Farina, presidente di Poste gradita al Vaticano
Farina, nata il 22 dicembre 1941, sembrava destinata all’uscita. Ma non è passata la candidatura , gradita al premier Giuseppe Conte, di Giusella Dolores Finocchiaro, docente di diritto privato all’università di Bologna, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. E così è stata confermata Farina, la quale tra l’altro è ben vista in Vaticano. Dal 2014 è componente del Consiglio direttivo dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria e vigilanza della Santa Sede, nominata da Papa Francesco. Inoltre dal 2017 è nel cda dell’Ospedale Bambin Gesù.

Profumo fa il bis a Leonardo
Per la scelta del vertice del gruppo Leonardo c’è stato un braccio di ferro tra Pd e M5S. Ha prevalso il Pd che voleva la conferma di Alessandro Profumo, 63 anni, l’ex a.d. di Unicredit (fino al 2010) ed ex presidente di Mps (2012-2015), vicino a Romano Prodi, che ha votato alle primarie dell’Ulivo e una volta alle primarie del Pd. Profumo era stato nominato a capo dell’industria delle armi e e aerospazio nel 2017 dal governo Gentiloni. Ufficialmente i M5S avevano sostenuto un altro candidato, Giuseppe Giordo, ex Alenia ora manager in Fincantieri, ma senza grande convinzione. Dalla riunione di maggioranza del 17 aprile è trapelato che il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni, ha difeso Profumo.

Dai servizi segreti arriva Carta
È confermata l’uscita da Leonardo di Gianni De Gennaro, l’ex capo della polizia durante il G8 di Genova che è presidente dell’ex Finmeccanica da sette anni. Al suo posto arriva direttamente dai servizi segreti Luciano Carta, generale di corpo d’armata della Guardia di finanza, 63 anni, direttore dell’Aise (ex Sismi), l’agenzia dei servizi per l’estero, il controspionaggio. L’uscita di Carta dai servizi segreti consentirà maggiore libertà di movimento a Gennaro Vecchione, direttore del Dis, il dipartimento che deve «coordinare» i servizi esterni (Aise) e interni (Aisi).

La lotta per il vertice dei servizi
Vecchione soffriva l’autorevolezza di Carta (e la sua maggior «seniority» nella Guardia di finanza, di cui anch’egli è generale, ma non di pari livello), ma può vantare un rapporto molto stretto con il premier Conte, favorito dal fatto che entrambi sono devoti di Padre Pio. Carta deve dimettersi dall’Aise. Questo apre una lotta interna ai servizi per la nomina del successore di Carta. Tra i candidati ci sono un generale dell’Esercito, Gianni Caravelli (vicedirettore dell’Aise) e un ammiraglio Carlo Massagli, consigliere militare di Conte.

Terna ed Enav, la guida va al M5S
Definite le poltrone più importanti con la conferma degli a.d. espressi dal Pd, al M5S sono state lasciate le cariche alla guida di Terna e Enav, con il cambio degli a.d. Alla ricca società della rete di trasmissione elettrica è stato designato nuovo a.d. Stefano Donnarumma, ingegnere nato nel 1967 che dal maggio 2017 è ad di Acea, la municipalizzata di Roma per elettricità, gas e acqua. Prenderà il posto di Luigi Ferraris. Un altro manager scelto dalla giunta di Virginia Raggi, Paolo Simioni, presidente della disastrata Atac, nato nel 1960 a Valdobbiadene, è candidato dal Mef alla guida dell’Enav, la società che gestisce il traffico aereo, al posto di Roberta Neri, l’unica donna a.d. nelle sette società pubbliche sotto nomina. «Donnarumma e Simioni sono due fuoriclasse», ha detto la sindaca di Roma, che dovrà trovare dei sostituti.

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