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Niente più congedi, solo smart working per gestire la quarantena dei figli in caso di contagi a scuola


emergenza coronavirus

Il ricorso allo smart working in forma semplificata è stato esteso al 15 ottobre. Ma il diritto allo smart working per i lavoratori genitori con almeno un figlio minore di 14 anni, previsto dal decreto Rilancio, vale solo fino al 14 settembre. Inoltre il bonus baby sitting e il congedo parentale straordinario, introdotti in favore dei genitori lavoratori a causa della sospensione delle attività scolastiche, scadono il 31 agosto

di Andrea Gagliardi

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(iana_kolesnikova – stock.adobe.com)

Il ricorso allo smart working in forma semplificata è stato esteso al 15 ottobre. Ma il diritto allo smart working per i lavoratori genitori con almeno un figlio minore di 14 anni, previsto dal decreto Rilancio, vale solo fino al 14 settembre. Inoltre il bonus baby sitting e il congedo parentale straordinario, introdotti in favore dei genitori lavoratori a causa della sospensione delle attività scolastiche, scadono il 31 agosto

3′ di lettura

Ancora non ci sono certezze su come saranno gestiti i casi di contagi a scuola. Ma le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo («Bisognerà di volta in volta esaminare il contesto, la specifica situazione e se necessario mettere in quarantena una classe o se necessario mettere in quarantena l’intera scuola») fanno ipotizzare che ai ragazzi potrà capitare di passare parecchi giorni a casa. Basti pensare che la quarantena dura 14 giorni. E cosa fare poi se il figlio presenta sintomi – anche blandi – quando è l’ora di andare a scuola? Pediatri ed esperti dicono di non mandarli in classe, nemmeno con un raffreddore. Ma è ovvio che gestire queste situazioni sarà un problema per i genitori lavoratori.

Chi rimarrà a casa insieme ai figli che sono in quarantena o in isolamento? A rischiare di subire maggiormente le conseguenze delle decisioni relative alla didattica di bambini e ragazzi sono ancora una volta le donne. Perché sono quelle che si occupano nella maggior parte dei casi della gestione di figli e casa. Una realtà supportata anche dai numeri: a usufruire dei congedi parentali Covid previsti dai decreti Cura-Italia e Rilancio, sono state le madri nel 76% dei casi. Secondo una ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università Bicocca, il 30% delle mamme lavoratrici pensa di lasciare il lavoro nel caso in cui l’anno scolastico 2020/2021 riprenda con la didattica a distanza. Molte donne hanno fatto ricorso allo smart working, che ha permesso di gestire da vicino i figli, consentendo il lavoro da casa, e alle baby sitter, grazie al bonus baby sitter previsto dai decreti e rifinanziato dal dl Agosto.

Lavoratori senza strumenti per affrontare emergenze a scuola

Ma ora subentrano una serie di problemi. La proroga dello stato d’emergenza al 15 ottobre ha trascinato con sé anche la possibilità di far ricorso allo smart working in forma semplificata, a prescindere dall’accordo delle parti, fino a quella data. Ma il diritto allo smart working per i lavoratori genitori con almeno un figlio minore di 14 anni, previsto dal decreto Rilancio, vale solo fino al 14 settembre. La ragione è evidente: per quella data è prevista la riapertura delle scuole, e quindi verrà meno la ratio di una previsione adottata proprio per consentire ai genitori di conciliare la cura dei figli, costretti a casa, con la prosecuzione dell’attività lavorativa. Dopo il 14 settembre (e fino al 15 ottobre), gli unici lavoratori che potranno “pretendere” di rendere la prestazione in smart working saranno i disabili gravi o quelli che hanno un disabile grave nel proprio nucleo familiare, nonchè quelli che, sulla base di una valutazione del medico competente, siano maggiormente esposti a rischio di contagio.

Bonus in scadenza il 31 agosto

Non solo. Tutti i bonus introdotti in favore dei genitori lavoratori a causa della sospensione delle attività scolastiche sono in esaurimento. Il 31 agosto scade il termine per le domande di bonus baby sitting che, nella versione aggiornata dopo il decreto Rilancio, può essere utilizzato anche per pagare i nonni che badano ai nipoti. Un bonus (inizialmente pari a 600 euro e poi innalzato dal decreto Rilancio a 1.200 euro) che si colloca al secondo posto (dopo il discusso bonus da 600 euro per undici categorie di lavoratori autonomi), nella classifica dei trasferimenti monetari targati Covid-19 che ha gestito Inps in questi mesi di pandemia. Anche i congedi parentali fino 30 giorni i (al 50% della retribuzione), scadono il 31 agosto 2020. Il congedo parentale straordinario è attivo dallo scorso 5 marzo, cioè da quando sono state adottate misure di contenimento per la diffusione del coronavirus a livello nazionale e sono state chiuse le scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di un congedo speciale Inps, che può essere utilizzato frazionato o continuativamente, in aggiunta a quello ordinario, rivolto a chi ha figli fino a 12 anni di età. Ed è alternativo al bonus per servizi di baby-sitting o l’iscrizione ai centri estivi.

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