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Mascherine e piccoli gruppi: come sono già tornati in classe gli alunni francesi e tedeschi


il rientro a scuola

Berlino ha garantito, già a partire dalla terza settimana di Lockdown, (circa da metà aprile) la cosiddetta “Notbetreuung“, ovvero il servizio minimo garantito per le famiglie. In Francia frequenza obbligatoria dal 22 giugno

di Gerardo Pelosi

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(ANSA)

Berlino ha garantito, già a partire dalla terza settimana di Lockdown, (circa da metà aprile) la cosiddetta “Notbetreuung“, ovvero il servizio minimo garantito per le famiglie. In Francia frequenza obbligatoria dal 22 giugno

4′ di lettura

Mentre in Italia Stato e Regioni fanno fatica a trovare un accordo sulle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre qualche esempio concreto su come riprendere la didattica in sicurezza viene da Germania e Francia dove dal 22 giugno la presenza in aula è divenuta obbligatoria.

L’esempio della Germania

L’anno scolastico a Berlino e nei Länder settentrionali è terminato. Non ci sono ancora istruzioni ufficiali sulle modalità di rientro in classe. La tendenza del KMK (la conferenza dei ministri della cultura dei Länder) è di ripartire con le lezioni normali al termine delle vacanze estive, lasciando aperta la possibilità di prendere decisioni riferibili ai singoli istituti. Va premesso che in Germania non esiste un sistema scolastico federale ma tanti sistemi quanti sono i Bundesläder. In linea di massima è stata garantita, già a partire dalla terza settimana di Lockdown, (circa da metà aprile) la cosiddetta “Notbetreuung“, ovvero il servizio minimo garantito per le famiglie i cui genitori sono impegnati nelle professioni sanitarie o delle forze dell’ordine.

Studenti tedeschi in piccoli gruppi e giorni alterni
Dagli inizi di Maggio, in tutta la Germania è stato previsto il rientro in classe ma con precise condizioni. Si richiedeva la messa in sicurezza degli ambienti con acquisto di soluzioni disinfettanti, sapone in tutti i bagni, pulizia regolare, areazione regolare delle aule. Stabilito anche che le classi siano in numero ridotto in modo da garantirela distanza di 1,5 metri tra un posto e l’altro e la divisione degli scolari in gruppi piccoli con presenza a scuola in giorni alterni. Anche l’orario è stato ridotto (dalle due alle 5 ore al giorno massimo di presenza a scuola) in modo da garantire un minimo di presenza a scuola di tutti gli scolari.

Le misure in caso di contagi negli istituti

Prevista autonomia nella decisione sulla misura da scegliere in caso di contagio, a scelta tra esclusione del gruppo di riferimento fino alla chiusura dell’istituto in caso di contagio di personale o di contagi multipli. Previsto il tracking delle presenze e dei contatti presi da eventuali scolari infetti e la comunicazione in caso di sospetta positività a tutti i genitori dei bambini del gruppo. Il “Rientro a scuola” è stato cadenzato prevedendo il divieto assoluto di mandare i figli anche con un semplice raffreddore a scuola. Il primo gruppo a rientrare sono stati i ragazzi delle classi di fine ciclo (12° 10° e 4° o 6° a seconda del Land). La precedenza assoluta è stata data ai maturandi: tutte le prove sono state fatte in anticipo, in piccoli gruppi nel pieno rispetto del social distancing. A cadenza settimanale sono rientrati gli altri gruppi a partire dalle prime classi.

Dal 22 giugno presenza obbligatoria nelle aule francesi

Annunciata nel corso del Discorso alla Nazione del Presidente Macron del 13 aprile, la ripresa dell’attività scolastica in Francia – come più volte sottolineato dal Presidente Macron e dal Primo Ministro Philippe – ha rappresentato una “priorità pedagogica, educativa e repubblicana”, soprattutto per i ragazzi più vulnerabili senza accesso a libri né agli strumenti per l’educazione a distanza. Essa è stata oggetto di profondo dibattito nella società francese e nelle aule parlamentari in ragione anche con alcune proteste da parte delle associazioni dei genitori:
L’11 maggio hanno riaperto asili, scuole materne e primarie, seguite la settimana successiva dalle scuole secondarie di primo grado nelle zone “verdi”, caratterizzate da una minore diffusione del virus. La riapertura è avvenuta progressivamente e su base volontaria, con una priorità per l’accoglienza dei figli del personale sanitario e delle forze dell’ordine, nonché dei bambini ritenuti a rischio abbandono scolastico.

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