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Liquidità, Viminale «modello Toscana»: intesa prefetture, imprese e banche


PROTOCOLLO PER I FINANZIAMENTI

Obiettivo finanziamenti più rapidi nell’accordo i prefetti delle province toscane e le associazioni d’impresa, Abi, Agenzia delle Entrate e Banca d’Italia

di Marco Ludovico

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(Giuseppe Porzani – stock.adobe.com)

3′ di lettura

È il primo accordo in Italia, potrebbe essere replicato a breve in altre regioni. Ieri a Firenze nella sede della prefettura guidata da Laura Lega è stato firmato un protocollo di collaborazione tra i prefetti delle dieci province toscane e i rappresentanti regionali di Banca d’Italia, Abi, Agenzia delle Entrate, Unioncamere, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Legacoop, Coldiretti, Cia e Confapi.

Obiettivo prioritario: finanziamenti più rapidi
L’oggetto dell’intesa è scritto nero su bianco: «Agevolare ulteriormente l’accesso al credito». I tempi sono ancora troppo lenti. Nella burocrazia il rischio di impantanarsi è grande. Quello di chiudere un’attività, enorme e incalzante. L’orologio della crisi corre all’impazzata, i meccanismi di mercato sono spietati. Ma anche le procedure di sostegno, complesse e complicate, hanno la loro responsabilità. Per questo la parola d’ordine del prefetto Lega nel presentare il protocollo è «accompagnare, tutti i soggetti in gioco,, le imprese a trovare ossigeno finanziario. A cominciare dalle piccole e medie». Il cuore dell’economia italiana.

Prefetture come impulso e coordinamento dell’economia
Con l’emergenza COVID-19 le prefetture in base alle normative nazionali si sono dovute accollate ruoli e compiti mai avuti finora. Lo sottolinea, peraltro, il report conclusivo pubblicato sul sito del Viminale : testimonia il ruolo strategico svolto dalle prefetture per il monitoraggio delle imprese in fase 1 e poi, soprattutto, alla ripresa e riapertura delle attività. Non è un caso, insomma, se a Firenze in prefettura è stato aperto anche un tavolo «Per il rilancio e la competitività del territorio». Dentro, tutti gli attori del distretto produttivo: Regione, Città metropolitana di Firenze, Anci Toscana, le associazioni di impresa, i sindacati, le fondazioni, l’università, l’Abi Toscana.

La scommessa della Toscana
Il protocollo siglato ieri a Firenze va oltre l’ordinario compito degli attori in gioco. Perchè sollecita e si fa garante «affinché gli interventi pubblici raggiungano gli obiettivi prefissati ossia sostenere effettivamente famiglie, imprese, lavoratori autonomi e professionisti in difficoltà, prevenire possibili effetti distorsivi e preservare l’integrità dell’economia legale». È una chiamata in corresponsabilità e collaborazione davanti allo spettro di una crisi econonomia già in fase avanzata. «Da congiunturale dobbiamo, a tutti i costi, scongiurare che diventi strutturale» sottolinea Laura Lega.

L’importanza di conoscere misure, normative, agevolazioni.
Un primo obiettivo fondamentale il protocollo toscano lo fissa con due misure. La prima: «Attività di supporto alle banche che sarà assicurata dagli enti camerali e dalle associazioni di categoria» per «contribuire ad una più approfondita conoscenza delle singole realtà aziendali/imprenditoriali che chiedono di accedere a finanziamenti». La seconda: «Ampia diffusione di tutte le possibilità di accesso al credito bancario e delle misure di sostegno alla liquidità introdotte dalla recente normativa, in tema di emergenza COVID-19». Compreso, e questo è un inedito, l’accesso ai rimborsi secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Più tutte le indicazioni fornite ad hoc dalla Banca d’Italia.

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