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Le aziende producono mascherine, ma negli ospedali non si possono utilizzare. E i medici dicono no a quelle chirurgiche



Intanto le aziende attendono la certificazione dell’Iss per la produzione ufficiale di mascherine chirurgiche, come spiega Azzurra Morelli, proprietaria dell’azienda di Empoli Pellemoda, capofila di un progetto che aggrega oltre 30 imprese per realizzare mascherine in Toscana. «In questo momento abbiamo un’autocertificazione, come richiesto dalla Regione Toscana – spiega -. Stiamo utilizzando materiale idrofobo e ad alto potere filtrante, sottoposto a tutti i test di controllo e tracciabilità. L’Istituto superiore della sanità impiega 60 giorni per rispondere. Noi abbiamo inoltrato una settimana fa la nostra domanda».

E nel frattempo? Si procede con il regime del silenzio -assenso, trovando un rapido escamotage: «Le mascherine non potrebbero essere usate negli ospedali, noi le regaliamo infatti». Ma ovviamente l’aspettativa è che l’Iss dia il suo ok definitivo.

In questa sorta di “neo distretto” toscano le aziende si aggiungono di giorno in giorno: c’è chi ne produce decine di migliaia al giorno, chi centinaia. Le aziende sono prevalentemente del settore tessile, ma anche della chimica, come la Vignolplast di Lastra a Signa, che produceva shopping bag. Dalla fabbrica ora escono ogni giorno 60mila mascherine.

L’importante è rendersi utile e darsi da fare con spirito di dedizione, racconta Leonardo Bassilichi, che ha tirato le fila del progetto in quanto presidente della Camera di commercio di Firenze. «Va ripensata la produzione essenziale nel paese, va rivisto il concetto di globalizzazione, e questa crisi ci sta facendo riflettere su ciò che occorre avere in Italia e quanto a volte sia insensato rivolgersi all’estero per avere un po’ di risparmio e magari minore qualità e minore tutela di fronte ai grandi problemi internazionali».

Stessa cosa sta accadendo a Mantova, con il distretto della calza, o a Bergamo, dove 3 aziende pilota stanno creando un gruppo di oltre trenta imprese che produrrà mascherine. Qui l’ok dell’Iss è atteso in tempi più brevi, forse già nel giro di una settimana. Nel frattempo, prima che arrivi una certificazione definitiva, la scelta della Regione Lombardia è stata quella di chiedere un’autorizzazione da parte del Policlinico (che ne ha già autorizzato la produzione dopo i test).

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