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Lavoro, licenziamenti anche a settembre per chi ha fatto pochi giorni di Cig



La fine del divieto

La possibilità al termine del periodo di esenzione se non si chiede nuova cassa integrazione guadagni

di Giampiero Falasca

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La possibilità al termine del periodo di esenzione se non si chiede nuova cassa integrazione guadagni

2′ di lettura

Lo stop ai licenziamenti per le imprese che hanno utilizzato una o due settimane di cassa integrazione a maggio o giugno potrebbe finire già all’inizio di settembre, dopo aver fruito del periodo di esenzione contributiva. È l’effetto del meccanismo delineato dal decreto legge Agosto, il 104/2020, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 14 agosto. Le imprese che hanno attivato, negli scorsi mesi, la cassa Covid non sono infatti obbligate a fruire delle ulteriori 18 settimane, ma potrebbero optare per l’esenzione contributiva, per un periodo doppio rispetto alla cassa precedentemente fruita, fino a un massimo di quattro mesi. Chi ha consumato poca cassa può ora utilizzare prima la carta della riorganizzazione aziendale anche attraverso licenziamenti economici, individuali o collettivi.

Uscita a ostacoli

Il Dl 104 ha delineato un complesso meccanismo per gestire l’uscita dal “divieto di licenziamento”. Autorizzati a procedere sono quei datori di lavoro che si trovano in una delle situazioni eccezionali individuati dal nuovo decreto: le imprese coinvolte in un cambio appalto (già escluse dal precedente divieto), le aziende in liquidazione con cessazione totale dell’attività, i fallimenti privi di esercizio provvisorio e, infine, le aziende che licenziano sulla base di un accordo sindacale.

Oltre a questa platea, potranno procedere ai licenziamenti (non necessariamente aspettando quattro mesi) quei datori che hanno utilizzato ammortizzatori sociali nei mesi di maggio e giugno 2020 e che rinunceranno, per il periodo successivo all’entrata in vigore del decreto Agosto, a chiedere ulteriori settimane di cassa. Per questi soggetti si applicherà (la legge non chiarisce se automaticamente oppure no) un esonero contributivo che ha una durata doppia rispetto alle ore di ammortizzatore fruite nel bimestre di riferimento. Una volta cessato il periodo di fruizione dell’esonero, queste imprese potranno procedere ai licenziamenti.

L’opzione ammortizzatori sociali

Chi sceglierà di ricorrere agli ammortizzatori sociali Covid dovrà invece consumare integralmente le 18 settimane previste dal decreto Agosto e solo al termine di questo periodo (quindi, non prima della fine di novembre) potrà intimare i licenziamenti.

Ancora più lontana la scadenza per quelle aziende che non prenderanno l’esonero contributivo (per mancanza del requisito della fruizione di un ammortizzatore Covid nel bimestre maggio giugno 2020) ma nemmeno chiederanno di accedere al nuovo periodo di 18 settimane previsto dal decreto Covid. Per queste imprese dovrebbe applicarsi il divieto di licenziamento fino alla fine dell’anno.

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