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Lavoro, Istat: 500.000 posti persi, un terzo delle imprese a rischio



audizione al senato

La prospettiva di chiusura delle aziende, rileva Istat, è determinata dall’elevata caduta di fatturato (oltre il 50% in meno sul 2019) che ha riguardato il 74% delle imprese e dal lockdown

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La prospettiva di chiusura delle aziende, rileva Istat, è determinata dall’elevata caduta di fatturato (oltre il 50% in meno sul 2019) che ha riguardato il 74% delle imprese e dal lockdown

3′ di lettura

Il mercato del lavoro in Italia ha segnato «tre mesi consecutivi di cadute congiunturali», un trend non fortissimo ma «persistente»: lo ha detto Roberto Monducci, direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, in audizione al Senato, parlando di «un calo del mercato del lavoro di circa 500.000 occupati dall’inizio della pandemia». Monducci, citando le indagini a disposizione, ha aggiunto che «oltre un terzo delle imprese» ha denunciato fattori economici ed organizzativi che «mettono a rischio la sopravvivenza, rilevando un rischio per la sostenibilità dell’attività da qui a fine anno».

Con Covid giovani e donne più a rischio

«Gli effetti dell’epidemia hanno cominciato a manifestarsi quando gli uomini, i giovani, il Mezzogiorno e i meno istruiti non avevano ancora recuperato i livelli e i tassi di occupazione del 2008.

Le diseguaglianze aumentano anche rispetto alla qualità e alla stabilità dell’occupazione»; a giovani, donne e residenti al Sud «è associato un rischio elevato di marginalità e di perdita del lavoro». Inoltre «un tratto fonte di distorsione e di vulnerabilità è l’elevata quota di lavoratori irregolari», pari al 13,1% dell’occupazione totale, 3,3 milioni di individui, soprattutto in agricoltura, industria in senso stretto, costruzioni e servizi (con punte in alberghi e pubblici esercizi), lavoro domestico (58,3%).

Calo del fatturato e lockdown

La prospettiva di chiusura, rileva Istat, è determinata dall’elevata caduta di fatturato (oltre il 50% in meno sul 2019) che ha riguardato il 74% delle imprese e dal lockdown (59,7% delle imprese). I vincoli di liquidità (62,6% delle unità a rischio chiusura) e la contrazione della domanda (54,4%) costituiscono i principali motivi, i vincoli di approvvigionamento lato offerta sono un vincolo più contenuto (23%).

Il rischio operativo coinvolge il 63,2% del segmento di imprese con elevata fragilità (livelli limitati di produttività e alta frammentazione; circa 250 mila imprese che occupano 1,2 milioni di addetti). Oltre la metà delle imprese è stato colpita da crisi di liquidità, considerando che il 45% delle imprese con almeno 3 addetti (oltre 450mila unità), finanzia la propria attività solo in autofinanziamento.

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