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La curva decrescente dei tamponi: ecco quanti ne fanno le regioni



covid-19

Secondo un report di Bankitalia «a parità di contagio, il numero di test effettuati in rapporto alla popolazione continua ad essere eterogeneo». Livelli relativamente più bassi in Campania e Sicilia

di Nicola Barone

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Secondo un report di Bankitalia «a parità di contagio, il numero di test effettuati in rapporto alla popolazione continua ad essere eterogeneo». Livelli relativamente più bassi in Campania e Sicilia

3′ di lettura

Per contenere al meglio il rischio dei focolai un fattore cruciale è che il numero di test rimanga elevato anche quando la diffusione del virus è ridotta. «A parità di contagio, il numero di test effettuati in rapporto alla popolazione continua ad essere eterogeneo, con livelli relativamente più bassi in alcune regioni come la Campania e la Sicilia». Scrive così nella Covid-19 Note (Luglio 9, 2020) la Banca d’Italia.

L’evoluzione generale nel tempo

Stando agli analisti di Via Nazionale l’Italia figura tra i paesi con un tasso di casi positivi su test effettuati tra i più bassi al mondo. «Ciò è il risultato di un netto aumento del numero di tamponi effettuati fino all’inizio di maggio. In seguito il numero di test effettuati – che include anche quelli di controllo – e quello dei nuovi individui sottoposti a test si è marginalmente ridotto, a fronte di un calo assai più intenso nei contagi rilevati». Il rapporto tra il numero dei casi positivi e quello delle persone sottoposte a test, che all’inizio dell’epidemia si attestava tra il 25 e il 35 per cento in varie Regioni, è calato di molto fino ad arrivare al di sotto dell’1 per cento quasi ovunque nella seconda metà di giugno.

Trend nazionale in diminuzione

Tra le diverse dimensioni di risposta organizzativa alla pandemia, osservato speciale è proprio questo elemento anche secondo l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università cattolica del Sacro Cuore. Il report si basa su un set di indicatori costruito per monitorare l’evoluzione del contesto nella Fase 2, formalmente avviata con la conclusione del lockdown nazionale. Nell’aggiornamento sull’evoluzione del Covid-19, il sedicesimo, si rileva come le Regioni continuino «a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi». Anche se il trend nazionale è in diminuzione dalle scorse settimane: rispetto alla settimana scorsa, in Italia il tasso per 100mila abitanti è passato da 5,19 a 4,99.

Tasso settimanale dei nuovi tamponi

Per il monitoraggio risulta fondamentale il rapporto tra numero delle persone positive e il numero di persone testate. Stando ai dati Altems in relazione al tasso settimanale di nuovi tamponi, i valori più alti vengono registrati nelle Regioni del Nord (Trento, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Bolzano) mentre quello più basso riguarda la Campania (1,69).

Popolazione sottoposta al test su residenti

In termini di testati, si legge nel Report #16, su residenti totali Trento, la Valle d’Aosta e il Friuli Venezia Giulia mostrano i valori più elevati, rispettivamente 12,46% e 11,63% e 9,43%. In Italia i testati su residenti in media rappresentano il 5,98%.

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