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Il progetto Covid-Geo punta su geolocalizzazione e test rapidi



La “selezione” dei pazienti in condizioni acute o critiche, la carenza manutentiva degli analizzatori, il sovraccarico delle strutture autorizzate ad analizzare i tamponi, il ritardo nei risultati dei test, la scarsità di reagenti non hanno permesso la diffusione massiva dei test, restituendo una fotografia parziale e caotica dei contagiati e soprattutto degli asintomatici.

In questo contesto è evidente – secondo il CTS – che si abbia la necessità di individuare dei modelli di screening alternativi per rilevare l’infezione, strumenti diagnostici validati (J. Clin. Microbiol. Elitza S. et al. https://jcm.asm.org/content/early/2020/04/27/JCM.00797-20) che permettano di monitorare in real-time ciò che accade all’interno di una Comunità. I test sierologici indirizzati alla ricerca di anticorpi generati in risposta ad una infezione, rispondono a questa esigenza ovviando alle criticità evidenziate.

Il comitato spiega che “esistono due tipi di indagini sierologiche: quella effettuata mediante un prelievo di sangue venoso (qualitativa o quantitativa), eseguita in laboratori specializzati e che richiede personale specializzato e strumenti di laboratorio specifici (ELISA o CLIA); quella “rapida” (qualitativa) che permette, con solo una goccia di sangue capillare, di verificare il profilo anticorpale e l’eventuale avvenuta infezione della persona che si sottopone al test.I test rapidi oltre ad identificare in maniera concertata entrambe le classi di immunoglobuline, IgM e IgG, mostrano numerosi vantaggi in termini di rapidità, semplicità di utilizzo, ripetibilità, basso costo, la possibilità di poterli utilizzare ovunque senza l’obbligo di accesso in ospedali e/o laboratori permettendo così una diffusa sorveglianza soprattutto nei luoghi di lavoro, nelle scuole, in corsia tra gli operatori sanitari e in generale in tutti i luoghi potenzialmente a rischio.Il livello di sicurezza dei cittadini, inoltre, può essere implementato grazie alla tecnologia”.

Il tracciamento e la geolocalizzazione dei soggetti positivi può permettere una razionalizzazione delle scelte strategiche che le autorità competenti possono attuare in maniera tempestiva in modo da contenere la diffusione del virus senza ricorrere a misure drastiche per il Paese. Il progetto COVID-GEO affianca efficacemente al percorso diagnostico il monitoraggio dei soggetti potenzialmente contagiosi.

Il documento, nato da una riflessione del Comitato tecnico scientifico COVID-GEO, sostiene la necessità di valorizzare la metodica proposta dal progetto, che si basa inizialmente sull’utilizzo massivo dei “rapid test” e di una piattaforma di gestione informatizzata, che indirizza le successive fasi di monitoraggio diagnostico in maniera semplice ed efficiente.

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