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Fuksas a Mattarella: serve un habitat a misura di pandemie


Covid-19

Una lettera per illustrare alla massima carica dello Stato le linee guida sulle quali disegnare un ambiente in cui sentirsi meno isolati e più sicuri

di Patrizia Maciocchi

3′ di lettura

Un nuovo habitat a misura di pandemia: da impianti di areazione che non siano veicoli per i virus, agli spazi condivisi per lo smart working e lo studio da remoto, dai collegamenti con le strutture sanitarie al kit salute da tenere in casa. A chiederlo, con una lettera al presidente della Repubblica Sergio Matteralla è lo studio di Massimiliano e Doriana Fuksas. L’archistar sottopone alla prima carica dello Stato le sue linee guida per ripensare gli ambienti nei quali si possa vivere con maggiore sicurezza, in caso di eventi che si teme, potrebbero essere non più eccezionali, come le pandemie.

Gli incontri con la task force di specialisti

Le indicazioni, precisa l’architetto sono il risultato di una serie di incontri con professori universitari e medici. «Egregio Signor Presidente – si legge nella missiva per Mattarella – in un tempo esteso oltre i confini possibili, ci siamo incontrati, ogni giorno, di questi giorni, su una delle tante piattaforme digitali. Il Professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute and the Cell Transplant Center of Miami. Il Professor Ottavio Alfieri, direttore della cardiochirurgia dell’ospedale universitario San Raffaele di Milano. Il Professor Michele Gallucci, direttore della Clinica Urologica dell’Università La Sapienza di Roma. Ramon Prat Homs, editore e curatore, a Barcellona, della piattaforma digitale multidisciplinare Urban Next, focalizzata sul ripensamento dell’architettura nel contesto urbano contemporaneo. Giorgio Moretti, fondatore di Dedalus, a Firenze, società specializzata nell’informatica per la medicina». Una task force qualificata per mettere nero su bianco i quattro punti sui quali lavorare per vivere in un minor isolamento e maggiore sicurezza, emergenze come il Coronavirus che hanno reso evidente l’impreparazione ad affrontare eventi simili.

Il Kit salute

Il primo suggerimento è quello di attrezzare i nostri appartamenti con i minimi strumenti utili ad individuare il nostro stato di salute. Sarebbe sufficiente, spiega lo studio Fuksas, « avere a disposizione un kit contenente pochi strumenti, quali un saturimetro, un termometro, un attacco per erogatore di ossigeno, una telecamera, uno smartphone o un computer che permetta a un ipotetico paziente di collegarsi con una struttura sanitaria territoriale, anziché essere costretti a recarsi in massa ai vari Pronto Soccorso degli ospedali, provocando un sovraccarico delle strutture».

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