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Ecobonus 110%: uno per uno tutti i lavori agevolati, chi ne ha diritto (e chi no)

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lavori in casaDalla caldaia agli infissi, i lavori agevolati (e quelli esclusi) secondo il testo definitivo del decreto Rilancio, con la possibilità della cessione alle banchedi Cristiano Dell’OsteSuperbonus al 110% fondamentale per la la riqualificazione del patrimonio edilizioDalla caldaia agli infissi, i lavori agevolati (e quelli esclusi) secondo il testo definitivo del decreto Rilancio, con la possibilità della cessione alle banche6′ di letturaCon la pubblicazione del testo definitivo nella Gazzetta Ufficiale, cresce il numero di chi si chiede come funziona e cosa rientra nel superbonus 110% introdotto dal decreto Rilancio (Dl 34/2020, convertito dalla legge 77). La possibilità di avere uno sconto immediato in fattura, in alternativa alla cessione del credito alle banche, è di gran lunga l’elemento che attira di più l’attenzione: per la prima volta una detrazione fiscale arriva a coprire interamente il costo dei lavori. La detrazione si recupera in 5 anni e si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Vediamo allora chi ha diritto al superbonus 110%, e come lo si può ottenere, nelle due versioni ecobonus e sismabonus Aiutandoci con la Guida pubblicata il 24 luglio dalle Entrate, in attesa del decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico e delle altre istruzioni ufficiali dell’Agenzia.Cosa rientra nell’ecobonus al 110 per cento Sono agevolati interventi di isolamento termico (che coinvolgano almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio) e/o di sostituzione dell’impianto termico con un impianto a pompa di calore o ad alta efficienza. I massimali di spesa cambiano a seconda del tipo di intervento e di edificio, come vedremo più avanti. Quando si esegue almeno uno di questi lavori “trainanti” si può avere la detrazione del 110% anche per le opere agevolate con l’ecobonus ordinario (sono i cosiddetti lavori “trainati”): ad esempio, la sostituzione degli infissi o l’installazione di schermature solari. Inoltre, il decreto Rilancio permette di abbinare ai lavori “trainanti” – sempre al 110% – anche l’installazione di impianti fotovoltaici, eventualmente con sistemi di accumulo, e di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Il superbonus sui lavori “trainati” si recupera in 5 anni.I requisiti per l’ecobonus al 110% Per avere il 110% bisogna migliorare di due classi energetiche l’efficienza dell’intero edificio (ad esempio, una casa monofamiliare o un condominio) o della singola unità immobiliare su cui si interviene, se si tratta di una unità che sia funzionalmente indipendente e abbia un accesso autonomo dall’esterno (ad esempio, una villetta a schiera). Inoltre, le persone fisiche che eseguono gli interventi di ecobonus 110% trainanti e trainati possono applicarli al massimo su due unità immobiliari. Il Parlamento, convertendo il decreto Rilancio, ha cancellato il limite delle seconde case. Ora c’è solo il vincolo di due unità. Con un paio precisazioni importanti: i lavori eseguiti a livello condominiale non contano, quindi non “consumano” il limite di due unità; inoltre, per il sismabonus 110% non c’è nessun limite quantitativo.Asseverazioni, documentazione e altri oneri Per l’ecobonus 110% è necessario un set documentale piuttosto pesante. Servono:1) l’Attestato di prestazione energetica (Ape) pre e post intervento, redatto nella forma della dichiarazione asseverata; 2) una asseverazione redatta da un tecnico abilitato con cui si garantisce che i lavori rispettano i requisiti prestazionali con cui si certifica che le spese sono «congrue» (cioè, non gonfiate). Questa asseverazione dovrà essere dovrà essere trasmessa all’Enea secondo le istruzioni che saranno diramate dal ministero dello Sviluppo economico; 3) il visto di conformità rilasciato da un commercialista, Caf o intermediario abilitato: nonostante l’audizione del direttore delle Entrate facesse pensare a una soluzione diversa, la Guida conferma che il visto serve solo quando si fa la cessione o lo sconto in fattura.I limiti di spesa per i lavori trainanti Per l’isolamento termico la spesa su cui calcolare la detrazione del 110% è 50mila euro per edifici monofamiliari o unità immobiliari “indipendenti”; 40mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari per i condomìni che hanno da 2 a 8 unità, cifra che scende a 30mila euro negli edifici composti da più di 8 unità. Per l’intervento sugli impianti termici il plafond di spesa è di 30mila euro per gli edifici monofamiliari o “indipendenti”; 20mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari nei condomìni fino a 8 unità, cifra che scende a 15mila euro nei condomìni oltre le 8 unità.

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