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Diarosin e San Matteo indagati a Pavia per sospetta turbativa d’asta e peculato


L’inchiesta

La vicenda iniziata a marzo vede già l’intervento del Tar e del Consiglio di Stato e un fascicolo conoscitivo aperto a Milano: sotto la lente il contratto esclusivo voluto da Regione Lombardia per 500mila test sierologici da 2 milioni di euro

di Sara Monaci

La vicenda iniziata a marzo vede già l’intervento del Tar e del Consiglio di Stato e un fascicolo conoscitivo aperto a Milano: sotto la lente il contratto esclusivo voluto da Regione Lombardia per 500mila test sierologici da 2 milioni di euro

3′ di lettura

Finora c’era solo un fasciolo conoscitivo aperto dalla procura di Milano, a proposito dell’affidamento diretto da parte della della Regione Lombardia alla Diasorin, per 500mila test sierologici da 2 milioni di euro, realizzati a seguito di una sperimentazione avvenuta nei laboratori del Policlinico di Pavia San Matteo.

Ora la procura di Pavia apre un fascicolo vero e proprio, che vede indagati sia i vertici del San Matteo che quelli della Diasorin. Nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal pm Paolo Mazza si sono svolte diverse perquisizioni domiciliari e locali nei confronti dei vertici societari indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato.

La vicenda aveva già portato ad un braccio di ferro con la società Technogenetics, concorrente e promotrice di un ricorso al Tar e all’Autorità garante per la concorrenza del mercato, oltre che di un esposto alla Consob. Braccio di ferro ancora in corso, visto che il Tar inizialmente non ha concesso la sospensiva dell’affidamento diretto ma aveva ravvisato dubbi sul contratto esclusivo concesso dalla Regione e sull’utilizzo dei laboratori del San Matteo, che secondo il giudice monocratico avrebbe potuto dare un vantaggio di mercato alla Diasorin con denaro pubblico. La sentenza del Tar ha dato ragione alla Technogenetics, sospendendo il contratto, ma il Consiglio di Stato ha bloccato la sospensione rimandato ad un ulteriore giudizio di merito. Ora a chiarire la vicenda ci penseranno i procuratori di Pavia.

Tra i soggetti indagati figurano il presidente, il direttore generale ed il direttore scientifico della Fondazione Ircss San Matteo di Pavia, il responsabile del Laboratorio di Virologia Molecolare del medesimo istituto, l’amministratore delegato di Diasorin.

La Guardia di Finanza si è recata al San Matteo, la Fondazione Insubrica di Ricerca per la vita, la Diasorin spa e la Servire SRL e sta sequestrando documentazione e apparati informatici presso gli uffici ed i laboratori del Policlinico San Matteo della società biotecnologica.

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