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Defibrillatori ovunque, Parente: «Tempi rapidi per l’approvazione»



ddl in dirittura d’arrivo

Ogni anno muoiono in Italia oltre 65mila persone per arresto cardiaco, quasi il doppio delle morti causate dal coronavirus

di Nicoletta Cottone

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Ogni anno muoiono in Italia oltre 65mila persone per arresto cardiaco, quasi il doppio delle morti causate dal coronavirus

4′ di lettura

Il disegno di legge sui «defibrillatori ovunque»? «Ritengo sia una legge di civiltà. Soprattutto, dopo la pandemia, abbiamo il dovere civico di non trascurare altre patologie e di intervenire preventivemante sul rischio di arresti cardiaci, salvando vite umane». Lo ha detto la senatrice Annamaria Parente (Italia viva), neo presidente della commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama. Ogni anno muoiono in Italia oltre 65mila persone per arresto cardiaco, quasi il doppio delle morti causate dal coronavirus. Si tratta di quasi 200 persone al giorno, più di una ogni 8 minuti.

É in sede deliberante alla commissione Igiene del Senato

Una proposta di legge (S 1441), quella sui defibrillatori, approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati il 31 luglio 2019 e passata all’esame della commissione Igiene e sanità del Senato in sede deliberante, è in attesa di approvazione da oltre un anno. Era stato deciso un iter rapido, poi frenato dalla stasi dei lavori in commissione. Sono stati presentati 28 emendamenti, trasformati in ordini del giorno per accelerare l’approvazione.

La presidente Parente: tempi brevissimi di esame

«Si è chiusa la discussione generale – spiega Annamaria Parente, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato al Sole24ore.com – ora aspettiamo il parere della commissione Bilancio e poi la esamineremo un tempi brevissimi». Previste modifiche? «La legge è sicuramente perfettibile – sottolinea la senatrice Annamaria Parente – estendendo l’obbligatorietà in altri luoghi, ma sarebbe meglio approvarla presto, anche perché daremmo subito la possibilità al governo di definire il programma pluriennale per favorire la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei dispositivi di defibrillazione negli uffici pubblici e sui mezzi di trasporto, con priorità per le scuole di ogni ordine e grado e per le università».

Molti potevano essere salvati

Una serie di associazioni – Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Progetto Vita Piacenza, Onlus, Sessantamilavite Progetto Vita Alto Milanese, Siena Cuore Onlus, Mirco Ungaretti Onlus, Progetto Vita Lodi, Cameri nel Cuore, Cecchini Cuore Onlus, Padova fa battere il cuore – e di medici impegnati sul campo – la cardiologa Daniela Aschieri, l’anestesista rianimatore Michele Grio, il cardiologo Maurizio Cecchini, il cardiologo Alessandro Zorzi, il cardiologo Massimo Giammaria – hanno scritto alla presidente della commissione Parente ricordando perché questa legge è tanto attesa. Molte delle persone morte per arresto cardiaco «potevano essere salvate – si legge nella lettera – dal pronto intervento degli astanti e dall’uso precoce del defibrillatore, in grado di riconoscere e risolvere le aritmie cardiache maligne, aumentando così la sopravvivenza da arresto cardiaco fino al 60% diversamente dall’attuale 5% nazionale».

Si punta a ottenere anche una riduzione dell’Iva

«Siamo speranzosi – ha sottolineato a nome delle associazioni Marcello Segre, presidente dell’associazione italiana Cuore e rianimazione Lorenzo Greco onlus – che il defibrillatore possa essere introdotto anche nelle dotazioni obbligatorie di ogni luogo di lavoro e che si possa attuare una riduzione dell’Iva dal 22% al 5%, trattandosi di un elettromedicale compensata sicuramente dalla nuova normativa che incentiverebbe la dotazione e la diffusione di questo strumento salva vita».

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