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Def: Manovra da 40 miliardi, 22 in deficit. Rimbalzo Pil a +6% nel 2021

LEGGE DI BILANCIOPer il prossimo anno il governo prevede margini di manovra in deficit per circa 21-22 miliardi, 1,3 punti di Pil. È quanto si evince dalle nuove stime di indebitamento netto programmatico che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che arriverà stasera sul tavolo del Consiglio dei ministridi Marco Rogari e Gianni TrovatiParte corsa alla manovra, 5 mld in piu’ per i figliPer il prossimo anno il governo prevede margini di manovra in deficit per circa 21-22 miliardi, 1,3 punti di Pil. È quanto si evince dalle nuove stime di indebitamento netto programmatico che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che arriverà stasera sul tavolo del Consiglio dei ministri4′ di letturaPer il prossimo anno il governo prevede margini di manovra in deficit per circa 21-22 miliardi, 1,3 punti di Pil. È quanto si evince dalle nuove stime di indebitamento netto programmatico che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che arriverà mercoledì 30 settembre sul tavolo del Consiglio dei ministri, per essere approvato poi domenica. Le risorse serviranno per mettere a punto le misure per la prossima legge di Bilancio. Nella Nota di aggiornamento al Def il Governo ha deciso «un’espansione fiscale molto significativa» con un deficit 2021 fissato al 7%.Lo ha detto il ministro dell’economia Roberto Gualtieri che ha anche notato che «la crescita 2020 è valutata, nella Nadef, a -9%, considerato fino a poco tempo fa troppo ottimistico» e che fra i programmi c’è rendere strutturale Industria 4.0” e la riforma fiscale, che vedrà una rimodulazione delle aliquote.Circa 8 miliardi nel 2021 e 13 nel 2022. Ruota intorno a queste cifre lo spazio fiscale a disposizione delle scelte di politica economica offerto dall’impianto della Nota di aggiornamento al Def attesa la prossima settimana in consiglio dei ministri. E l’idea è di concentrare sull’avvio di riforma fiscale e assegno unico per i figli praticamente tutto questo margine, all’interno di una manovra che per l’anno prossimo viaggerebbe intorno ai 30 miliardi e sarebbe occupata per una parte importante da spese più o meno obbligate: si va dalle solite «politiche invariate» (missioni internazionali, pubblico impiego e così via) alla conferma del taglio al cuneo fiscale partito a luglio (servono 2-3 miliardi) fino al prolungamento degli ammortizzatori sociali per i settori più in crisi.Lo spazio di manovra, si diceva, è figlio del quadro di finanza pubblica elaborato al ministero dell’Economia nella preparazione della Nadef, che punta a un rimbalzo del Pil 2021 al 6% (5,1% tendenziale, a politiche invariate) dopo il -8,9-9% previsto ora per quest’anno e a una riduzione del deficit intorno al 6% dopo il 10,6% con cui si potrebbe chiudere il 2020.Tutte le cifre sono ancora soggette a revisioni in vista del consiglio dei ministri, ora in programma mercoledì prossimo salvo nuovi rinvii. Ma all’interno di questi binari i conti sviluppati a via XX Settembre cominciano a tracciare i confini per le scelte di politica economica da giocare sul terreno domestico, in parallelo agli interventi legati a Next Generation Eu (di cui però per ora la Nadef stimerà gli effetti espansivi senza dettagliare gli interventi, perché il Piano prenderà forma solo a metà ottobre con il Documento programmatico di bilancio).

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