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Dalle spiagge ai ristoranti, ecco come tutte le regioni si preparano a ripartire


linee guida condivise tra governo e regioni

In spiaggiail distanziamento sarà assicurato garantendo una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. Nei ristorantii tavoli dovranno essere disposti in modo da consentire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti

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(ANSA)

In spiaggiail distanziamento sarà assicurato garantendo una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone. Nei ristorantii tavoli dovranno essere disposti in modo da consentire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti

3′ di lettura

Nei ristorantii tavoli dovranno essere «disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti»;la consumazione al banco sarà consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti; vietata la consumazione a buffet. Sul fronte spiaggeil distanziamento sarà assicurato garantendo una superficie di almeno 10 metri quadrati per ogni ombrellone, indipendentemente dalla modalità di allestimento della spiaggia (per file orizzontali o a rombo). Mentre tra lettini o sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Nelle palestre servirà almeno 1 metro di distanza tra le persone mentre non svolgono attività fisica, almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa). Sono alcune delle linee guida contenute nel documento “Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” sul quale i governatori delle regioni hanno trovato un accordo dopo una complessa trattativa.

Intesa anche tra regioni e governo
«L’accordo tra Regioni e governo è stato raggiunto». A dare l’annuncio, poco dopo le 21, il governatore del Veneto, Luca Zaia. Sarebbe stato accettato, quindi il documento d’intesa approvato dalle Regioni nel tardo pomeriggio e sottoposto all’attenzione del premier Conte e dei ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza in viodeoconferenza.

Accordo trovato dopo la spaccatura
La riapertura di tutte le attività commerciali è prevista il 18 maggio. Anche se nella bozza di decreto sul tavolo del Cdm convocato alle ore 21 non è specificata nessuna data. Servono le pagelle sanitarie che fotografano l’indice di rischio di ciascuna regione per decidere se tutto può riaprire nei singoli territori. Nell’incontro in mattinata tra governo e Regioni per definire i dettagli sulle prossime riaperture, presenti i ministri Speranza e Boccia, si era registrata una spaccatura con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che aveva chiesto linee guida uguali per tutti, da Nord a Sud. Contrari i presidenti leghisti del Veneto Luca Zaia e del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ma anche i governatori dem dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, e della Puglia Michele Emiliano, che spingevano per andare ognuno per conto suo. Alla fine è prevalsa la linea Fontana. E i presidenti hanno trovato un accordo su linee guida comuni per tutti per i settori commerciali: ristoranti, stabilimenti balneari, alberghi, parrucchieri, estetisti, negozi al dettaglio, piscine, palestre, musei.

Il quadro normativo
Del resto lo schema attuale di decreto legge, nel prevedere la riapertura di tutte le attività economiche e produttive solo se si rispettino i protocolli nazionali idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, consente alle singole Regioni «di adottare propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali».

Le critiche alle linee guida ufficiali
Il problema era sorto per il fatto che le linee guida stilate da Istituto superiore della sanità e Inail per ristoranti e stabilimenti balneari erano state considerate troppo restrittive dai settori produttivi. Sicché varie Regioni (dal Veneto alla Liguria, all’Emilia Romagna) avevano cominciato a mettere le mani avanti chiedendo di reinterprare con flessibilità, a livello locale, i protocolli nazionali. Nel mirino soprattutto i 4 metri quadrati previsti per i clienti di bar e ristoranti e i 5 metri di distanza tra gli ombrelloni.

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