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Dalle proposte per il piano Ue alle misure del Dl agosto, al confronto con Aspi, la settimana calda del Governo



L’AGENDA

Se la partita sui 209 miliardi di fondi europei si svilupperà in autunno, i prossimi giorni saranno decisivi per definire le soluzioni da inserire nel nuovo provvedimento. Obiettivo: rilanciare un’economia che nel secondo trimestre ha registrato un calo del Pil del 12,4 per cento

di Andrea Carli

Detto e contraddetto: il coronavirus affonda il Pil

Se la partita sui 209 miliardi di fondi europei si svilupperà in autunno, i prossimi giorni saranno decisivi per definire le soluzioni da inserire nel nuovo provvedimento. Obiettivo: rilanciare un’economia che nel secondo trimestre ha registrato un calo del Pil del 12,4 per cento

4′ di lettura

Per il Governo si profila una settimana calda. L’ennesima. E non è solo una questione di temperature elevate. I temi in primo piano sono quelli che fanno riferimento alla “cassetta degli attrezzi” che, nell’auspicio di tutti, dovrebbe rilanciare un’economia travolta dall’emergenza Covid-19 e dal relativo lockdown, come hanno messo in evidenza gli ultimi dati, quelli relativi al Pil del secondo trimestre del 2020 (in caduta del 12,4%, dato che prefigura una recessione per l’anno in corso tra il 10 e l’11 per cento).

La prima data da segnare in agenda è martedì 4 agosto. Entro domani i ministri dovranno inviare alla cabina di regia di Palazzo Chigi le proposte da inserire nel Recovery Plan. Mercoledì, nuovo appuntamento: non ci sarà la firma del memorandum per definire il processo di cessione delle quote di Aspi da parte di Atlantia e dei Benetton. È invece in programma – ha spiegato in un intervento alla trasmissione Agorà la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli – una riunione per definire aspetti tecnici, anche alla luce della complessità degli aspetti giuridici.

Infine, probabilmente giovedì 6 – ma non sono esclusi slittamenti – il decreto agosto da 25 miliardi con la nuova tranche di misure per la ripresa è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Al via la corsa ai fondi europei

Il meccanismo per individuare i progetti che potranno essere finanziati dai 209 miliardi del Recovery Plan si è messo in moto. Il premier Giuseppe Conte ha chiesto ai singoli ministeri un’accelerazione e la presentazione delle schede progetto già martedì in occasione della riunione del Ciae (Comitato interministeriale affari europei). Non tutti arriveranno in tempo per la scadenza. Nel Piano per il rilancio sarà contenuto l’elenco delle riforme e degli investimenti passaggio fondamentale per accedere agli stanziamenti del Recovery Fund. Tra i ministeri che hanno già proposte a buon stato di avanzamento quello delle Infrastrutture e quello del Mezzogiorno (per le singole proposte si veda Il Sole 24 Ore del 2 agosto).

Il nodo del coinvolgimento del parlamento

Rimane da sciogliere i nodo del coinvolgimento del Parlamento nelle strategie del Fondo per la ripresa. Non sono chiari i tempi, non sono chiari i modi. L’ipotesi di una Bicamerale sembra tramontata. E anche quella di commissioni ad hoc a Palazzo Madama e Montecitorio non è la più gettonata fra le forze politiche. Alla fine, potrebbe prevalere la via “ordinaria”, con l’approdo del dibattito nelle commissioni Bilancio. Martedì sarà un giorno decisivo. Oltre alla presentazione delle prime proposte da parte dei ministeri, al Senato è in programma una riunione dei capigruppo, dove potrebbe essere affrontato il tema, che sarà all’ordine del giorno della capigruppo della Camera attesa lo stesso giorno o il successivo. E il governo comincerà a tirare le fila. Il tema entrerà nel vivo a settembre, in concomitanza con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, attesa entro il 27 di quel mese. L’esecutivo intende arrivare all’appuntamento con un progetto definito sull’impiego del Recovery fund. Se l’ultima parola spetta al Governo, anche il Parlamento dovrà dire la sua. Da tempo il presidente della Camera Roberto Fico chiede che Montecitorio e Palazzo Madama diano «un atto di indirizzo». E anche il presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione della cerimonia del Ventaglio ha detto che «spetta solo al Parlamento offrire al governo linee di indirizzo vincolanti».

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