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Dalle lezioni all’ombra del Colosseo a quelle in tendoni, palestre e parrocchie: gli escamotage della scuola ai tempi del Covid-19


lA RIPARTENZA

A Roma tre classi di una scuola primaria si troveranno alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Comuni e scuole hanno dovuto ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati

di An.C.

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(AdobeStock)

A Roma tre classi di una scuola primaria si troveranno alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Comuni e scuole hanno dovuto ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati

2′ di lettura

La scuola ai tempi dell’emergenza Covid-19 è una scuola che, per dirla con il linguaggio, del cinema, è pronta a cambiare location per mettere gli studenti nelle condizioni di assistere alle lezioni in condizioni di sicurezza. L’epidemia e la necessità di mantenere il distanziamento sociale ha obbligato Comuni e scuole a ingegnarsi in tutti i modi per recuperare spazi adeguati.Monumenti, prefabbricati, tendoni,
palestre e parrocchie: ogni soluzione può andare purché consenta di raggiungere l’obiettivo.

Le lezioni al parco archeologico del Colosseo

Accade dunque che il 14 settembre, il giorno della riapertura delle scuole in dodici regioni d’Italia, tra le quali il Lazio, le prime tre classi della scuola primaria Gianturco, una scuola romana, facciano lezione alla Curia Iulia al Foro Romano, all’ombra del Colosseo, e nei Giardini Farnesiani sul Palatino. Il tutto grazie a un accordo tra il Municipio I e la direttrice del parco archeologico del Colosseo. Già quest’estate è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per accogliere i centri estivi attivati dal Municipio I per il tramite di associazioni e istituti scolastici.Il progetto coinvolgerà le scuole che si trovano nei pressi del parco archeologico e che, facilitate dalla prossimità e dal raggiungimento anche senza mezzi pubblici, possono utilizzare alcuni spazi messi a disposizione per la didattica in presenza e per le visite guidate.

A Milano puntano sui prefabbricati

La cornice non avrà probabilmente lo stesso fascino, ma anche Milano si è mossa: Palazzo Marino ha acquistato cinquanta moduli temporanei per ospitare alcune classi. L’installazione dei primi sei moduli temporanei, destinati a ospitare gli alunni le cui aule non sono ancora pronte, in quanto oggetto di lavori di ristrutturazione, è stata effettuata dall’istituto comprensivo statale di Via Console Marcello. I prefabbricati si compongono di moduli organizzati in modo da garantire a ciascuna classe il doppio ingresso-uscita, servizi igienici dedicati e l’accessibilità per gli alunni disabili. Ma ogni istituto lavora per sé: a Vigevano (Pavia), ad esempio, il Caramuel-Roncalli ha acquistato tre maxi tendoni da allestire nella palestra dell’istituto per ospitare alcune lezioni. Una soluzione, quella dei prefabbricati, che non è estranea nemmeno a Roma: al liceo Democrito, a Casal Palocco, la Città Metropolitana ha dato il via all’ampliamento di 10 aule. E la stessa cosa,secondo quanto ha anticipato la vicesindaca Teresa Zotta, avverrà in altri istituti di Roma e provincia: «Metteremo a disposizione altre 60 aule – ha spiegato -. Per il resto stiamo
lavorando molto sulle tramezzature interne. Sono poche le scuole che si sono organizzate per fare lezione in palestra».

A Napoli palestre adibite a spazi per fare lezione

La soluzione delle palestre è quella sulla quale punta Napoli, come ha messo in evidenza il presidente dell’associazione presidi campano Franco De Rosa. «Soprattutto nel capoluogo di regione mancano gli spazi – ha affermato – c’è difficoltà a trovare areealternative e siamo ancora in attesa anche dei banchi monoposto». Attingendo alla proverbiale creatività partenopea qui «ogni scuola “inventa” il suo modello – ha continuato De Rosa -: tante stanno adibendo le palestre per fare le lezioni a discapito dell’educazione fisica purtroppo; altre hanno diviso l’auditorium per ricavarne due o tre aule, mentre il collegio docenti si trasferisce in cortile…». Insomma, ai tempi del Covid-19 bisogna fare di necessità virtù. Non resta che ingegnarsi.

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