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Dai centri estivi in scuole e parchi al congedo straordinario, ecco il mini-soccorso per chi lavora


coronavirus e fase 2

La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, quella dell’Istruzione Lucia Azzolina e quello delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora, insieme a Comuni, Regioni e Province sono al lavoro per definire linee guida e protocolli che permettano di far riaprire i centri estivi.

di Andrea Gagliardi

4′ di lettura

La fine del lockdown per bambini e adolescenti è ancora tutta da scrivere. L’estate si avvicina, le lezioni a distanza stanno per terminare e tanti genitori dovranno rientrare al lavoro ( si stimano 4,5 milioni i lavoratori che torneranno in azienda) con l’avvio della fase 2 il 4 maggio . Ma nel Dpcm di domenica scorsa non è stato prevista nulla sulla apertura dei centri estivi. Ha prevalso la linea della cautela del comitato tecnico scientifico. Solo pochi giorni fa il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha dichiarato: «Ad oggi non ci sono le condizioni per pensare di riaprire i centri estivi quest’estate. Poi vediamo come evolvono i dati».

Governo al lavoro su un piano per l’infanzia
Ma è stato lo stesso premier Conte ad annunciare che il governo sta studiando «un piano per l’infanzia» con l’obiettivo « di affrontare anche il tema dei centri estivi». Un tema quest’ultimo che sta particolamente a cuore alla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, al lavoro con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il ministro delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora per definire delle linee guida e dei protocolli che permettano di far riaprire i centri estivi.

Comuni-Province: da 4 maggio soluzioni a genitori
Forte è il pressing di Comuni e Province. «Per lunedì prossimo, 4 maggio, i
genitori che tornano al lavoro devono poter contare su soluzioni per i loro figli che non vanno a scuola. Da giugno poi, i bambini devono poter frequentare i centri estivi e le altre strutture, come oratori, cortili delle scuole, ludoteche e centri famiglie. Certo, in numero contingentato e rispettando il distanziamento sociale, quindi in una proporzione di 4-5 bambini per ogni operatore. Ma dobbiamo occuparci di loro che stanno
soffrendo probabilmente di più la privazione delle relazioni sociali». Queste le richieste presentate da Antonio Decaro, Dario Nardella e Michele de Pascale, che hanno partecipato in rappresentanza di tutti i sindaci, ai lavori del tavolo convocato il 28 aprile dal governo sul tema dei bambini e di un loro graduale ma indispensabile ritorno.

Ipotesi centri estivi nei parchi e nelle scuole
La prima proposta avanza da Bonetti è di organizzare attività educative negli spazi aperti e nei parchi, «ovviamente in una modalità sicura con piccoli gruppi e il distanziamento». Mentre la ministra Azzolina sta lavorando anche all’ipotesi di ospitare nelle scuole i centri estivi comunali, dal momento che gli edifici scolastici restano comunque aperti per le attività amministrative fino alle fine di luglio. Se la proposta verrà accolta saranno gli enti locali ad individuare le strutture adatte per i centri estivi: quelli con spazi esterni e non interessate da lavori di ristrutturazione in vista della ripresa di settembre.

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