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Covid, con la app Immuni allertate 1.878 persone



CONTRASTO ALLA PANDEMIA

Il sistema di tracciamento volontario scaricato 5,4 milioni di volte (il 14% delle persone che possiedono uno smartphone). Dal 13 luglio luglio 155 utenti positivi hanno autorizzato la segnalazione

Covid, sviluppatrice App Immuni: accuse su privacy infondate

Il sistema di tracciamento volontario scaricato 5,4 milioni di volte (il 14% delle persone che possiedono uno smartphone). Dal 13 luglio luglio 155 utenti positivi hanno autorizzato la segnalazione

2′ di lettura

Che l’app Immuni non abbia avuto il successo auspicato per garantire il contenimento della diffusione della pandemia da Covid lo riconosce lo stesso Governo: il sistema di tracciamento volontario che avverte gli utenti in caso di un’esposizione a rischio coronavirus è stato scaricato 5,4 milioni di volte. Vale a dire appena il 14% della popolazione italiana tra i 14 e i 75 anni che possiede uno smartphone, secondo i dati di una ricerca dell’Università di Pavia citata dal ministro dell’Innovazione, Paola Pisano, al question time al Senato dello scorso 23 luglio.

Ulteriori numeri fanno comprendere, però, le potenzialità del sistema se fosse maggioremente diffuso. Dal 1° giugno ci sono state 155 persone risultate positive che, utenti di Immuni, hanno segnalato la loro situazione tramite la app. Nel dettaglio: 21 a giugno, 38 a luglio e 96 in agosto (dati aggiornati al 31 agosto). Le notifiche vengono conteggiate solo a partire dal 13 luglio: secondo quanto riferito dal ministero della Salute finora sono 1.878 le persone che hanno ricevuto un avviso dalla app che le informava di essere state a contatto con persone contagiate. Sette casi positivi avevano già ricevuto la notifica di alert essendo stati contatti stretti di altro utente positivo che aveva Immuni.

Parando Immuni Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ha detto in un’intervista alla Stampa che «sarebbe utile inserirla nei protocolli operativi come quello per il rientro a scuola» ha detto Nelle scorse settimane la stessa ministra Pisano aveva ricordato come anche il Comitato tecnico scientifico «si è espresso a favore della diffusione dell’app in ambito scolastico, tra il personale docente e non docente, tra gli studenti con un’età superiore ai 14 anni e anche tra i loro genitori».

L’app volontaria è disponibile dai primi di giugno prima con una sperimentazione in quattro regioni (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) ed è stata poi estesa al resto d’Italia il 15 giugno. È stata sviluppata dalla società Bending Spoons. I dati raccolti dovranno essere cancellati entro il 31 dicembre 2020.

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