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Corsa al vaccino influenzale, 1,5 milioni di dosi in farmacia



il piano del ministero della salute

Ma il farmacista non potrà ancora somministrarli. Presto in campo anche i test seriologici

di Marzio Bartoloni

Speranza: “Prime dosi vaccino Covid a fine anno”

Ma il farmacista non potrà ancora somministrarli. Presto in campo anche i test seriologici

3′ di lettura

Da 1,5 a 2 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza saranno presto disponibili nelle farmacie italiane per tutti quegli italiani che non rientrano tra le fasce protette (over 60, bimbi piccoli e malati cronici) che lo potranno invece ottenere dal medico di famiglia o nei centri vaccinali delle Asl a partire dal prossimo ottobre. E sempre nelle farmacie si potranno anche effettuare presto i test sierologici che saranno validati dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico-scientifico. Queste le novità emerse ieri dopo un incontro tra il ministero della Salute e i farmacisti.

Per anni snobbato da molti – l’anno scorso hanno aderito alla profilassi anti-influenza il 17% degli italiani e un over 65 su due – quest’anno il vaccino influenzale potrebbe diventare ambitissimo perché per chi si vaccinerà potrebbe essere più facile capire se si ha il Covid o no, visto che in molti casi i sintomi sono gli stessi (febbre e tosse in primis). Una possibile corsa a questa profilassi che potrebbe rendere insufficienti le 17 milioni di dosi complessive che le Regioni hanno acquistato dalle industrie farmaceutiche (dalle 10 milioni dell’anno scorso) e che potrebbero non bastare. Quest’anno il ministero della Salute ha raccomandato la vaccinazione a tutti gli over 60 (non più solo over 65) e alla fascia di età tra 0 e 6 anni oltre a una lunga lista di persone con patologie croniche. Solo gli over 60 sono 17 milioni e circa 3 milioni i più piccoli. Ora arriva anche la “fetta” di dosi da destinare a tutto il resto della popolazione che potrà acquistarlo appunto in farmacia, dove l’anno scorso lo hanno fatto meno di 900mila italiani.

Quote rimodulate

Ieri il ministero della Salute ha deciso infatti di proporre alla prossima Conferenza Stato-Regioni di domani una rimodulazione delle quote dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni, in modo da soddisfare tramite le farmacie anche la richiesta dei cittadini che, pur non rientrando tra i soggetti aventi diritto alla vaccinazione a carico del Ssn, vorranno comunque vaccinarsi. «Tale soluzione – spiegano i farmacisti di Fofi, Federfarma e Assofarm dopo l’incontro con il ministero – consentirà a cittadini che appartengono alla fascia attiva della popolazione di proteggersi dall’influenza stagionale e di evitarne il propagarsi nei luoghi di lavoro e di incontro, riducendo anche il rischio di una sovrapposizione dei sintomi influenzali con quelli del Covid-19, come richiesto universalmente dalla comunità medico-scientifica».

Verso i famacisti-vaccinatori

Ma i piani del Governo potrebbero non finire qui. Allo studio c’è anche la possibilità che oltre ad acquistare il vaccino in farmacia si possa somministrarlo, in pratica il farmacista diventerebbe anche il vaccinatore. Un punto su cui non manca un po di ostruzionismo a partire da quello dei medici di famiglia, ma che il ministero della Salute sta seriamente valutando – serve comunque una norma di legge – alla luce della straordinarietà di questa campagna vaccinale contro l’influenza: «Il farmacista che somministra il vaccino è una realtà già in 14 Paesi su 28 in Europa, in Inghilterra accade ormai da molti anni perché non farlo anche in Italia?», si chiede Roberto Tobia segretario nazionale di Federfarma che sottolinea come non ci sia «nessuna intenzione di sostituirsi alle professioni sanitarie, ma la volontà di fare la propria parte all’interno del Ssn di cui noi siamo una parte». I farmacisti in particolare potrebbero somministrarlo a tutte quelle persone che si sono già vaccinate in passato «e quindi – spiega Tobia – hanno già dimostrato di essere tolleranti al vaccino»

Spazio ai sierologici

Il secondo passo allo studio del Governo è quello di rendere presto disponibili in farmacia anche i test sierologici: in particolare il ministero della Salute si è impegnato a predisporre un elenco dei test che potranno essere effettuati nelle farmacie – dopo la validazione di Iss e Cts -, secondo modalità di svolgimento e di trasmissione dei dati da concordare con le autorità sanitarie. In caso di positività del test infatti bisognerà stabilire le modalità di trasmissione dell’esito alle Asl che potrà a sua vota decidere di effettuare il tampone.

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