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Coronavirus: in Italia altri 402 casi, 6 morti e 347 guariti

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Più 48 attualmente positivi Attualmente ci sono 762 pazienti ricoverati con sintomi negli ospedali italiani, 42 sono in terapia intensiva mentre 11.890 persone sono in isolamento domiciliare. Complessivamente sono attualmente positive in Italia 12.694 persone (+48 rispetto a mercoledì).

Due Regioni Covid-free Le Regioni Covid-free nelle ultime 24 ore sono Basilicata e Molise. La Valle D’Aosta registra un solo caso, mentre la Calabria due. Tre nuovi contagi, invece, in Sardegna e Umbria. Quattro in Trentino, cinque in Campania, sette in Friuli Venzia-Giulia, sette anche in Puglia, nove nelle Marche. In Alto Adige sono 12 i nuovi casi, mentre in Liguria 13. Ci sono poi altri 15 contagi in Abruzzo, 17 in Toscana, 22 in Piemonte, 30 in Sicilia. Sia in Veneto sia in Emilia-Romagna sono 58 i nuovi positivi, mentre la Lombardia resta la Regione con l’incremento maggiore. 

In Lombardia 5 morti e 118 nuovi casi In Lombardia, infatti, sono 118 i nuovi positivi al coronavirus, alla luce di 8.979 tamponi effettuati (1.344.362 da inizio emergenza). Tra i nuovi positivi figura la seconda parte delle diagnosi del focolaio individuato martedì nel Mantovano. I decessi nelle ultime 24 ore sono 5, con il totale da inizio emergenza che sale 16.829. I guariti-dimessi salgono a 74.080 con +208. Stabili i pazienti in terapia intensiva, 11 come mercoledì.

“Nuovi casi in aumento, soprattutto di asintomatici” A livello nazionale, comunica la cabina di regia del governo, si osserva complessivamente un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente. L’aumento è soprattutto in persone asintomatiche. L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1,01. Questo indica che, al netto dei casi identificati attraverso attività di screening e dei casi importati, il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro Paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane.

“Indice Rt sopra 1 in 11 Regioni” “In tutte le Regioni e province autonome sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da Covid-19 nella settimana di monitoraggio corrente” e “negli ultimi 14 giorni si osservano stime dell’indice di trasmissione Rt superiori ad 1 in undici Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai, ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali”, rileva l’ultimo monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

“Mantenere la linea della prudenza””Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri. La situazione, relativa prevalentemente ad infezioni avvenute alla seconda decade di luglio 2020, mostra segnali di allerta. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento”.

“Rispettare la quarantena o rischio aumento rilevante di casi” Nel monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, inoltre, “si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti di quarantena, anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso. In caso contrario, nelle prossime settimane potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale”.

“L’età media dei contagiati è ora intorno ai 40 anni” “L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana – si legge nel report settimanale – è ormai intorno ai 40 anni. Questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari”.

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