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Coronavirus, in campo anche la brigata San Marco: dalla difesa di Venezia dopo Caporetto al Covid-19


L’EMERGENZA

La Marina Militare mette ora in campo a Brindisi anche i suoi corpi scelti, una formazione di èlite come i fucilieri della brigata Marina San Marco per i controlli delle misure anti Covid-19

di Gerardo Pelosi

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(Ansa)

3′ di lettura

Non solo medici e infermieri impiegati negli ospedali da campo in Lombardia. La Marina Militare mette ora in campo a Brindisi anche i suoi corpi scelti, una formazione di èlite come i fucilieri della brigata Marina San Marco per i controlli delle misure anti Covid-19.

Nell’ambito delle attività di contrasto al virus decise dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, la Marina Militare, su richiesta dello Stato Maggiore della Difesa, ha impiegato da ieri, 28 marzo, anche i Fucilieri della Brigata Marina San Marco nel controllo del territorio.

La Forza da Sbarco della Marina Militare, il cui quartier generale si trova a Brindisi presso la caserma Carlotto, è un reparto d’élite delle Forze Armate Italiane, caratterizzato da flessibilità tattica e versatilità strategica, con capacità di svolgere diversi compiti tra cui l’impiego in dispositivi di ricerca e controllo ed il supporto di attività mediche con installazione di ospedali da campo. Unità e reparti del San Marco sono sempre impiegati a bordo delle unità navali per i compiti di sicurezza e abbordaggio e soprattutto nei teatri operativi all’estero, come ad esempio nella base italiana di Gibuti.

Oltre a garantire continuità nell’attività di vigilanza e controllo del Centro di Permanenza per il Rimpatrio e del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Restinco, il San Marco integra con proprio personale i dispositivi nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” insieme alle Forze dell’Ordine, affiancando Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza nel controllo dei varchi d’accesso alla provincia di Brindisi. «Con questo ulteriore impegno la Marina Militare accresce – ricorda un comunicato -in pieno spirito interforze e interagenzia, il proprio contributo al Paese nel quadro delle misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus».

Una lunga storia cominciata dopo Caporetto
Antica e ricca di imprese la storia del San Marco che risale ai “fanti da mar” della Serenissima ma è dopo Caporetto il 5 novembre del 1917 che la Marina costituì una compagnia di fucilieri di marina per controllare la laguna veneta e difendere Venezia dagli attacchi dell’artiglieria austriaca. Solo nel 1918 alla fine della guerra la Brigata Marina ricevette la bandiera di combattimento e nel 1919 fu costituita come Reparto di Fanteria di Marina. Il sindaco di Venezia, Filippo Grimani il 25 marzo del 1919 donò al reparto il nome del patrono della città San Marco. Dopo l’armistizio una Divisione “San Marco” era parte dell’Esercito della Repubblica sociale ma con pochi collegamenti con il San Marco originario mentre marinai che si aggregarono alle forze di liberazione del regno del Sud furono ricostituiti come Reggimento Marina “San Marco” furono inseriti nella II Brigata del Corpo italiano di liberazione combatterono sul fronte di Cassino e insigniti dell’onore di entrare per primi nella città di Venezia dopo la liberazione. Dopo la guerra le forze da sbarco della Marina ricevettero medaglia d’oro al valor militare.

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