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Coronavirus: dal supercalcolatore alla raccolta dei dipendenti, così Eni sostiene la lotta al Covid-19



l’emergenza sanitaria

Il gruppo ha messo a disposizione della ricerca la sua infrastruttura di calcolo. E dai dipendenti oltre 600mila euro a favore della Croce Rossa Italiana: ecco tutte le iniziative dell’azienda guidata da Claudio Descalzi

di Celestina Dominelli

Ecco Hpc5, il calcolatore superpotente con il polmone verde

3′ di lettura

Da un lato, il sostegno all’emergenza sanitaria e a chi sta combattendo in prima linea contro il coronavirus. Dall’altro, la messa a disposizione delle proprie competenze e tecnologie per aiutare il mondo della ricerca e della farmaceutica che si è mobilitato per individuare una cura contro il Covid-19. Si snoda lungo questi due binari la strategia di Eni a sostegno della lotta per sconfiggere il Sars-CoV-2. Un doppio canale, dunque, che nelle ultime ore ha registrato anche il contributo diretto dei dipendenti del gruppo guidato da Claudio Descalzi: 600mila euro a favore della Croce Rossa Italiana attraverso una raccolta solidale lanciata dal 18 marzo al 9 aprile.

Il contributo di Hpc5
Eni, però, ha scelto di muoversi anche su un altro fronte. E così la società ha aperto le porte del suo Green Data Center a Ferrera Erbognone, che ospita tutti i sistemi informatici del gruppo, mettendo a disposizione della ricerca per individuare dei farmaci anti-Covid 19 mettendo a disposizione Hpc5, il suo supercalcolatore, il più potente al mondo a livello industriale. Una macchina all’avanguardia in grado di sviluppare una potenza di elaborazione pari a 51,7 Petaflop/s di picco: quasi 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo.

Il progetto europeo Exscalate4CoV
Ma come potrà Hpc5 supportare la lotta al coronavirus? Il supercalcolatore servirà a sostenere gli obiettivi del progetto europeo Exscalate4CoV, guidato dall’azienda farmaceutica Dompè e che ha messo insieme istituzioni e centri di ricerca di eccellenza italiani e di altri Paesi del Vecchio Continente, con l’obiettivo di trovare i farmaci più promettenti contro il Covid-19. Eni contribuirà ai lavori nell’ambito di una partnership con Cineca, un consorzio di ricerca non profit che riunisce università, centri di ricerca nazionali e il Ministero dell’Università e della ricerca.

Il supporto del supercalcolatore
In pratica, la potenza di calcolo di Hpc5 tornerà utile per effettuare la simulazione dinamica delle molecole di proteine virali che sono considerate rilevanti nel meccanismo di infezione da Coronavirus e per identificare, mediante l’impiego di banche dati contenenti 10mila composti farmaceutici quelli più efficaci. Successivamente si svilupperà un’attività per la ricerca di nuove molecole specifiche anti-virali attraverso lo screening di miliardi di strutture.

La raccolta solidale avviata dai dipendenti
Un modo insomma per contribuire al lavoro di quanti sono impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ecco perché, accanto al sostegno di Hpc5 per la ricerca, Eni si è mobilitata anche su altri versanti. Oltre 600mila euro sono stati raccolti, come detto, dai suoi dipendenti che hanno scelto di donare il valore di un’ora o più del proprio lavoro attraverso un’iniziativa che raccoglierà le ore donate e le devolverà alla Croce Rossa Italiana.

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