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Coronavirus: appello per la difesa dei whistleblower. Censura non solo in Cina



Queste vicende sono ricordate da Priscilla Robledo, rappresentante per l’Italia di The Good Lobby, un’organizzazione non profit con uffici a Bruxelles e a Milano. «Ci auguriamo che i governi del mondo non approfittino di questa situazione di incertezza e paura per dare una stretta ancora maggiore ai diritti civili, in primo luogo sull’operatività delle leggi a tutela dei whistleblower» dichiara Robledo.

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«Per questo motivo abbiamo promosso un appello – cui hanno aderito più di 90 organizzazioni a livello mondiale – in cui richiamiamo l’attenzione e l’importanza rispetto alla protezione dei whistleblower che hanno segnalato – o segnalano – illeciti relativi al Covid-19», continua Robledo.

L’appello trova il suo fondamento, spiegano da The good Lobby, rispetto ai timori che i diritti civili – in particolare di parola e informazione – possano essere lesi, considerato come l’accesso a atti e documenti della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese sia stato sospeso – sino al 31 maggio – dal Decreto Cura Italia varato lo scorso 17 marzo.

Per The Good Lobby Italia alcune delle più importanti aree di rischio per la tutela dei whistleblower sono da riscontrarsi a livello di sistema sanitario, appalti pubblici, violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro, filiere internazionali ineguali e impreparate, pratiche di concorrenza sleale e abusi di mercato senza dimenticare le significative violazioni dei diritti di privacy su larga scala che potrebbe comportare il tracciamento digitale delle persone.

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