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Comunicato sindacale – Il Sole 24 ORE



Due parole sull’offerta informativa. Malgrado timidezza e assenza di leadership, è stato finalmente messo in campo un piano di sviluppo digitale corroborato da un’organizzazione del lavoro meno sbilanciata su modi e tempi della tradizione che, grazie all’impegno della redazione, sta iniziando a mostrare risultati apprezzabili. Un impegno, quello dei giornalisti sulla nuova organizzazione, che non è mai mancato ma che troppe volte è stato penalizzato dall’incapacità, ai livelli più alti del giornale, di indicare chiaramente la strada da seguire.

Forte, in questo contesto, è stata la difficoltà ad assumere un’identità precisa, l’indecisione nell’assumere prese di posizione chiare e nette che vadano oltre i luoghi comuni. Insomma, una capacità vera di stare in campo nel confuso panorama dell’informazione attuale. Servivano, e serviranno sempre più per il futuro, scelte coraggiose e lungimiranti: continuiamo a vederne troppo poche.

I fatti separati dalle opinioni, certo. E però, se sui fatti la redazione è presente e svolge – come si può verificare anche al tempo dell’emergenza sanitaria – un lavoro informativo da protagonista sui temi dell’economia, della finanza, della politica e del diritto, non altrettanto si può dire delle capacità di esercizio di una reale leadership nel dibattito pubblico. Da decenni ormai Il Sole 24 Ore, oltre che strumento di lavoro per categorie professionali e organo di informazione accurata e affidabile, si è affermato come luogo di elaborazione per opinioni autorevoli e argomentate. Un aspetto che sembra ormai smarrito e che ha prodotto anzi scivoloni, anche molto recenti, con spazio concesso a interventi che sarebbe benevolo considerare inaccettabili per la loro scarsa qualità scientifica. Si tratta di episodi che rischiano di compromettere lavoro e risultati della redazione.

E veniamo al “mondo di oggi”. Una lezione arriva da queste settimane difficili e anche in questo gruppo dove l’unica attività rimasta operativa è quella giornalistica: l’informazione di qualità e di servizio paga, le competenze e l’autorevolezza della testata- anche grazie alla credibilità delle sue firme – vengono riconosciute, se è vero che dai lettori sono arrivati diversi riconoscimenti importanti in termini numerici. Risultati tanto più significativi se si tiene conto che dall’inizio di marzo la redazione lavora in condizioni assolutamente inedite, avendo fatto in pochi giorni quello che altre aziende hanno prima programmato e poi attuato negli anni, un lavoro quasi esclusivamente da remoto, garantendo l’uscita quotidiana del giornale, un’informazione digitale tempestiva e approfondita, spesso utilizzando strumenti propri e con un pionieristico accesso al sistema editoriale. Una condizione di emergenza sulla quale – va sottolineato – ha pesato anche l’incapacità di prevedere il precipitare degli eventi, dotando la redazione per tempo di strumenti adeguati.

Insomma, la redazione si conferma ancora una volta, nelle molte difficoltà di questo periodo, l’asset principale del gruppo. Quello sul quale maggiormente puntare anche per l’immediato futuro, dove vanno evitati interventi di breve respiro, come quello recente sul taglio dei compensi dei collaboratori, che rendono evidente il pericolo di compromettere in maniera assai seria il valore di alcuni cruciali prodotti editoriali.

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